Recco: “Il mare unisce i Paesi che separa”

Riceviamo e pubblichiamo (intervento firmato)

Gita con il vaporetto “Golfo Paradiso ” da Camogli a San Fruttuoso, ambiente conosciuto ma sempre diverso e da riscoprire. Mi passa accanto un marinaio con la polo bianca e il logo della compagnia navale, si gira e, capperi, sul dorso vedo una stampa blu: un cerchio di corda, un timone e una piccola ancora all’interno e una scritta “Il mare unisce i paesi che separa” .
Visualizzo subito il Mediterraneo, la nostra penisola che si spinge come a invitare un contatto con le altre Terre, il mare Nostrum solcato da Fenici, Egizi, Greci, Cartaginesi, Romani… in faticosa ricerca di Terre da scoprire, barche robuste con orci di olio, vino, oggetti preziosi da barattare con altri prodotti, conoscere nuove usanze, aromi, culture, popoli.
Anche armi per conquistare Terre, guerre sanguinose, esploratori, pirati… naufragi  e soccorsi.
Tragedie e vittorie compiute proprio perché “Il mare unisce i paesi che separa”. Sono autentici i marinai che navigano con quella polo bianca con quella frase, ricca di storia, di contatti, di filosofia, di ricerca pacifica e aggressiva, difficile da comprendere nella sua apparente semplicità.
Vorrei una polo bianca, quella polo per ricordare tutti i “lupi”, anche i miei, di tutti i tempi e latitudini che con passione, fatica, bonaccia e burrasca, bestemmie e abbracci  scontrosi hanno con convinzione rispettato la potenza e la legge silenziosa del mare,
Vorrei quella polo: alcuni capitani (!) non potrebbero mai indossarla.