Pallanuoto/Bogliasco Bene, anche il “fattore Sinatra” alla base del successo (2)

Dalla Bogliasco Bene 1951 riceviamo e pubblichiamo

C’è una regola non scritta nella pallanuoto giovanile italiana che pur rimanendo fedele a se stessa viene costantemente aggiornata: è la regola di Mario Sinatra. 

Prevede che se una squadra è allenata dal tecnico camoglino probabilmente sarà lei a vincere lo scudetto. E’ successo per ben 17 volte, sei soltanto negli ultimi quattro anni. Praticamente una costante. E’ successo, di nuovo, oggi con le Under 15 del Bogliasco capaci di confermarsi campionesse d’Italia bissando quel titolo che molte di loro avevano conquistato appena due settimane fa nel campionato Under 17. Ovviamente sempre con Marione a guidarle dalla panchina: “Vincere è sempre bello ed importante – commenta a caldo l’allenatore più vincente d’Italia – ed è una cosa a cui non ci si abitua mai. Dopo una stagione come questa in cui era quasi impossibile fare meglio della scorsa, quando arrivarono due ori e un argento, ma nella quale ci siamo praticamente confermate sugli stessi livelli credo che pensare al futuro della nostra società sia un po’ più facile. Qualsiasi cosa accadrà domani con queste basi è tutto più semplice”. 

Nonostante il suo tentativo di non dare troppa rilevanza ai numeri, confrontarsi con la carriera di Sinatra senza snocciolarne le statistiche è un atto ingiusto. Perché nessuno nella storia della pallanuoto nazionale è riuscito a seminare e raccogliere quanto lui. Aldilà degli innumerevoli scudetti, in sedici stagioni alle prese con le giovani pallanuotiste liguri Sinatra è approdato ben 48 volte alle finali scudetto, andando quasi sempre a medaglia. Un curriculum impressionante al quale si fa fatica affiancare aggettivi che ne rendano il giusto merito. “I numeri sono belli ed importanti – afferma il tecnico – ma ciò che essi non dicono è come arrivano questi successi. Ovviamente dietro c’è tanto lavoro e sudore ma nel nostro caso c’è anche un enorme spirito di gruppo. I nostri trionfi non sono mai figli dei singoli ma sono sempre il prodotto di un’unità di intenti che spinge tutte le mie atlete verso un unico obiettivo. Poi si può anche perdere, e a volte (raramente, ndr) succede. Ma se c’è questo spirito è come se avessi vinto. E per questo voglio ringraziare le ragazze, le famiglie e tutte le persone che ci sono state vicine. Ma questo trionfo lo voglio dedicare soprattutto a Rosa Rogondino, la mia fidata vice. Per quanto mi riguarda questo scudetto è tutto per lei. E speriamo in futuro di fare ancora meglio”.

Forse il segreto della regola di Sinatra è proprio questo. Mentre in tanti si riempiono la bocca con termini quali ‘progetto’, ‘spogliatoio’, ‘gruppo’, lui di chiacchiere ne fa poche. Lascia che a parlare sia la vasca. E le sue protagoniste. Ad maiora Marione. Ci vediamo tra un anno per aggiornare i numeri della tua regola.