Lavagna: la biblioteca al tempo del dissesto

Da Guido Stefani e Aurora Pittau, consiglieri di Officina Lavagnese, riceviamo e pubblichiamo

Ieri sera, lunedì 12 agosto, alla festa dell’Unità di Lavagna, al Parco del Cotonificio, si è svolto un incontro sulla situazione della biblioteca cittadina. Oltre ai consiglieri di Officina Lavagnese è intervenuto Emilio Moraschi, membro del Senato Accademico UNIGE. Il dibattito è stato coordinato da Gabriele Zanier, Segretario dei Giovani Democratici del Tigullio. Si è fatto un breve percorso storico, dalla sua nascita nel lontano 1958 a Palazzo Rocca, poi al suo trasferimento nel 1994 a Palazzo Ravenna e all’intitolazione al poeta – partigiano Giovanni Serbandini-Bini, la sua grande crescita e il ruolo particolare assunto nel tessuto culturale e sociale della città, grazie al grande impegno di Ivana Vanti, storica bibliotecaria, e dei suoi successori Marco Scuderi e Cristian Cristini, fino alla chiusura attuale.

Abbiamo poi fatto conoscere le iniziative intraprese da Officina Lavagnese e dalle associazioni lavagnesi per salvare questo bene primario preziosissimo ed aperto una discussione franca con il pubblico presente per pensare alle varie possibilità di salvaguardia: reintegro del personale per permettere la riapertura immediata, istituzione di una commissione per realizzare un progetto che preveda la collaborazione di personale e volontari debitamente formati, ricerca di collaborazioni con i comuni limitrofi, con l’Associazione Nazionale Bibliotecari, con il Sistema Bibliotecario della Città Metropolitana e l’Università, la ricerca di finanziamenti per sostenere eventuali spese anche in caso di esternalizzazione del servizio.

Il tutto nella massima collaborazione con l’Amministrazione comunale perché la biblioteca è un grande bene comune. L’incontro è stato molto partecipato e si è percepito chiaramente il grande interesse per questo gioiello cittadino e la volontà di fare qualcosa di corale per ripristinare questo presidio culturale e sociale che vanta oltre 7000 prestiti annuali e un patrimonio librario di circa 20.000 volumi.

Oltre alla chiusura della biblioteca all’orizzonte si profila anche quella dell’asilo nido e la sospensione dei servizi di trasporto scolastico.
Siamo consapevoli delle conseguenze del dissesto e della situazione del personale, ormai ridotto ai minimi termini ma crediamo che tentativi di soluzione vadano fatti , in collaborazione con altri enti del territorio, con l’Area Metropolitana e con il Governo centrale che non può permettere l’asfissia a comuni in queste condizioni, già flagellati da una triste situazione complessiva a causa delle infiltrazioni mafiose che hanno determinato la conclusione anzitempo di un consiglio comunale e un commissariamento conseguente.