Chiavari: bandiera di Salò, la replica di Brugnoli

Il primo a pubblicare la foto della presenza della bandiera della Repubblica sociale di Salò è stato “Levante News”, su segnalazione di Matteo Brugnoli, con una foto e due righe essenziali.  Subito si è innescata la polemica di cui dà notizia oggi il Secolo.

Nessuno per altro sembra incaricato di verificare ciò che è esposto e in vendita sui banchi del mercato dell’Antiquariato.

Il sindaco di Chiavari Marco Di Capua, risponde alle polemiche, dicendo che sensibilizzerà la Promotur, organizzatrice dei mercatini, il cui referente replica dicendo che la bandiera della Repubblica Sociale di Salò “la si può ripudiare politicamente ma nasconderla mai”.

Matteo Brugnoli, replica: “E no caro signor Adriano Venturi, il fascismo non è politica, la RSI ha generato centinaia di massacri di civili inermi attraverso i più efferati eccidi di migliaia di Italiani  innocenti, in particolare su donne e bambini e SantAnna di Stazzema, di cui proprio ieri 12 Agosto si celebrava l’anniversario, è purtroppo solo uno dei tanti in elenco avvenuti in tutta la nazione.
Il Sindaco e la sua Amministrazione hanno pieni poteri per poter evitare lo sfregio della Storia Partigiana della Città di Chiavari.
Ho apprezzato l’attenzione dimostratata sino ad oggi dal Sindaco Marco Di Capua in merito alla lotta Antifascista e ricordo bene le parole pronunciate durante le celebrazioni dell’ultimo 25 Aprile, ora però Sindaco davanti a certe provocazioni, perché di questo si tratta, faccia un atto concreto ad esempio con una delibera comunale che ne vieti l’esposizione sul suolo comunale.
Concludo dicendole che se non lo vuole fare per me o per chi la vive come me, nonostante siamo in molti a pensarla così, lo faccia per chi nelle Istituzioni si è battuto per la democrazia e la libertà, che il fascismo negava.
Lo faccia per Giacomo Matteotti, che per la sua lotta da Parlamentare è stato ammazzato dalle camicie nere e la cui nipote, la Partigiana Laura Wronowski,  la Città di Chiavari ne ha recentemente onorato l’impegno per la lotta e per la memoria da tramandare proprio per far sì che ciò non accada mai più”.