Moneglia: mostra fotografica di Massimo Lovati

Dalla Pro Loco di Moneglia riceviamo e pubblichiamo

Il giorno 10 agosto 2019, alle ore 21,30 a Moneglia (Genova) nei locali della Libreria Comunale, in Corso Libero Longhi 36 e spazio antistante si inaugurerà la Mostra ”Fotogrammi di una Ricerca: da 1/8 a 1/1000″ di Massimo Lovati, noto fotografo, artista e giornalista, con il patrocinio del Comune di Moneglia e della Pro Loco di Moneglia.

La mostra organizzata da Canon Italia,è stata inserita nel novembre 2018 nell’evento itinerante Canon “Capture the Future Tour”. La Mostra è costituita da 30 fotografie di sport montate su 15 pannelli bifacciali di dimensioni 1m. x 2m. desunte da più di trenta anni  di lavori di Lovati. Seguirà dalle ore 22 nella vicina piazzetta delle Poste una proiezione di fotografie di sport desunte da lavori  anche recenti, con commento e approfondimento dell’autore e con interazione con i partecipanti; il tema della proiezione fotografica verterà su  come interpretare il movimento, l’azione, o bloccare il movimento: cioè creatività e comunicazione nel fotografare un evento di sport.

La mostra sarà visitabile dal 10 al 20 agosto 2019 dalle ore 20 alle ore 23

Le fotografie della Mostra sono state realizzate con fotocamere Canon F1 e Canon  Eos analogiche e digitali e ottiche Canon.

Testo critico di presentazione della mostra ”Fotogrammi di una Ricerca: da  1/8 a 1/1000″ di Giuseppina Lanera

“Credo che catturare un’azione spontanea, piuttosto che studiare attentamente una posa, rappresenti sul piano estetico l’uso più valido ed espressivo della fotografia” Stanley Kubrick

Ho letto casualmente questa citazione e ho pensato a Massimo Lovati.La macchina fotografica è il suo medium per il mondo e le cose, il prolungamento del suo sguardo d’artista, non unico certo, ma privilegiato: è la sua caméra – stylo, lo strumento che gli permette di compiere quel gesto estetico che nasce dallo scatto fotografico (e spesso nel suo caso, non finisce lì, ma continua attraverso altri linguaggi, simili e diversi, le sue metamorfosi).Se l’arte non è mai pura registrazione dell’esistente, neppure la fotografia lo è, tanto meno la sua foto-grafia.Certo l’arte lavora su pretesti e il suo pre-testo come ho già avuto modo di sottolineare è spesso lo sport, forse perché in esso l’attimo dello scatto (che è indispensabile nella fotografia sportiva) può catturare meglio la porzione di realtà o di mondo che decide di mostrare grazie a quella intuizione, a quel supplemento di percezione che, per lo più, manca a noi osservatori comuni.

Da un  mix di casualità e di consapevolezza tecnica ed estetica è reso possibile quel suo “catturare un’azione spontanea”, come dice Kubrick, ed ottenere opere  capaci di cogliere il flusso di energia che ha di fronte, sapientemente pregnanti, ciascuna emblematica e/o ricca di connotazioni simboliche,  perché innestata su un tessuto – esplicito-implicito – di tanti anni di ricerca e di conoscenza.

Da tempo sono una sua estimatrice, ma rimango sempre spiazzata dalla sua sottigliezza d’artista, dall’ imprevedibile audacia, qual che sia l’oggetto del suo scatto. L’essere sperimentali nell’arte (come nella vita) può far correre qualche rischio, ma non ha il respiro corto della conservazione, della prudenza del possibile, è invece il motore del mettersi in gioco, è salire sulla cima e guardare più lontano.Le sue opere d’artista, aiutano anche noi profani a guardare gli uomini e le cose con occhio diverso.

Testo critico di presentazione della mostra ”Fotogrammi di una Ricerca: da  1/8 a 1/1000″ di Pierfrancesco Giannangeli

Non è importante da dove un’immagine abbia origine, quanto piuttosto appare fondamentale il “trattamento” che di tale immagine l’artista che la fissa realizza, in funzione della propria poetica. Non la fonte, dunque, quanto il risultato va preso in considerazione per definire-che cosa sia una foto piuttosto che un’altra. E’ questa la morale etico-estetica che deriva dalla mostra di Massimo Lovati, intitolata «Fotogrammi di una ricerca. Trenta pezzi che, in sintesi, raccontano storie di sport, trasfigurandone protagonisti, momenti, immagini, ponendoli così sul diverso piano della creazione artistica.

Lovati, artista e fotografo, che da ormai più di  trent’anni utilizza lo sport come pretesto appunto per le sue operazioni estetiche, interpretando – e così innalzando le questioni sul piano dell’arte -forme, colori e corpi in movimento. E proprio il movimento, appartiene alla cultura fotografica di Lovati, che lo sa cogliere nel suo dinamismo piu alto e concreto. In questa mostra il fil rouge che pervade tutte le opere e accompagna il visitatore dall’inizio alla fine è l’idea della rappresentazione del movimento, della interpretazione della dinamicità, del colore dell’azione e dei gesti degli-atleti. Fotografia come arte, creatività che esula dalla mera documentazione dell’evento di sport».

Quindi siamo di fronte a due piani, guardando queste foto. Il primo è quello dell’accadimento, del fatto in se, riconducibile a una realtà di ordine storico. Tale fatto, però – e questo rappresenta il secondo, fondamentale livello- non viene restituito allo spettatore nella sua contestualizzazione concreta.quanto attraverso lo sguardo di chi racconta: l’occhio critico dell’artista che interpreta le cose per mezzo di una lente tutta personale e le ripropone al fruitore nel modo secondo lui più autentico. E’ un viaggio nella mente creativa, allora, quello a cui invita l’originale percorso di Massimo Lovati. Una strada da percorrere con la mente aperta.

Testo di introduzione alla Mostra “Fotogrammi di una ricerca: da 1/8 a 1/1000” di Claudio Magro Sindaco di Moneglia

Il Comune di Moneglia unitamente alla Pro Loco  è onorato di ospitare  nei locali della Biblioteca Comunale in Corso Libero Longhi 36,la mostra di fotografie “Fotogrammi di una ricerca: da 1/8 a 1/1000”del  maestro  Massimo Lovati. Abbiamo altresì ottenuto dall’autore, dopo l’inaugurazione della mostra , una proiezione di fotografie,sul tema della documentazione e della interpretazione nella fotografia di sport,  nella adiacente Piazzetta della Posta con  commento e approfondimento e con interazione con i partecipanti.

Due eventi che inseriti nella programmazione culturale dell’estate 2019 del Comune di Moneglia  coinvolgeranno la cittadinanza e i villeggianti.

Brevi  Note curriculari su Massimo Lovati

Massimo Lovati è artista , fotografo e comunicatore (giornalista). Agli esordi pittore e grafico, allievo di Rocco Borella, nel 1976 aderisce al collettivo R.E.C. (Ricerche Estetiche Concrete). Nello stesso anno l’esposizione personale “Sequenze cromatiche complementari”(Genova); successivamente ho  fondato con altri artisti il Centro di Produzione Visiva e allestisce laboratori didattici

Ha  partecipato  a diverse mostre collettive di prestigio tra cui “Costruttivismo, Strutturalismo, Neoconcretismo, Nuova pittura” (Genova 1977). E’ dello stesso anno, mese di maggio, a Monteghirfo, l’installazione: “Il monolite, ovvero il panorama occluso, riflesso, fotografato”: sette fotografie, in sequenza verticale, ripetono i tempi di una scoperta visiva del paesaggio, muovendo dal basso. Il panorama occultato dalla superficie di un pannello/specchio, viene restituito in fotografia da una parte e recuperato in riflesso dall’altra.
Nel 1978 a Genova: Azione/installazione: “Il monumento come supporto, il monumento che nasconde” riattivazione polemica e ironica di uno spazio “altro”, il monumento spurio, ambiguità architettonica che nasconde, sotto innocue apparenze, uno sfiatatoio di gas di scarico.

“Strutture modulari” a Palazzetto Rosso (Genova 1978) e “Spazio Cromatico” alla Cassa di Risparmio di Genova e Imperia (Genova 1979). Inizia a sperimentare in fotografia:cambia il medium, o meglio diviene un medium privilegiato, ma non cambia il risultato artistico. Fotografie in bianco e nero per le strade di Genova capaci di dare un volto autentico agli “invisibili”, gli emarginati, gli homeless, realizzate in questo periodo, oltre a essere riprese al momento da quotidiani della città vengono rinite pubblicate alcuni anni dopo in un minibook “I diseredati” a cura dell’associazione culturale 1015. È del 1981 la performance “Automanifestazione e autoidentificazione corporea” con l’uso della Polaroid. Sempre del 1981 la mostra: “Carene” (elaborazioni monocromatiche). Nel 1982: “Garibaldi vis a vis sé guardante precario doppio” ( 16 grafiche “al tratto” e libro in fotocopie)

.…Negli anni 80 inizia le sue ricerche sul dinamismo e come logica conseguenza entra in contatto con lo Sport, meglio con quasi tutti gli sport. Iniza una sperimentazione su due versanti: verosimiglianza e de-formazione. La prima lo porta con l’uso esasperato sia dei grandangoli che dei teleobiettivi a esaltare l’azione, il gesto degli atleti alle Olimpiadi, ai Campionati mondiali di vari sport e di conseguenza a “innovare la fotografia tradizionale di sport”,come ebbe a dire a suo tempo il Photoeditor di Venerdì di Repubblica Franco Lefevre; la seconda lo porta a reinterpretare creativamente, artisticamente le forme e i colori del movimento, del dinamismo sia in fase di ripresa che in fase di elaborazione (prima chimica poi digitale). .Ha operato sul versante della comunicazione e dell’arte in parallelo fino al 2000, anno in cui ha spostato l’attenzione precipuamente sull’utilizzo della macchina fotografica come strumento per fare arte. Non solo immagini desunte dallo sport: anche il paesaggio tradizionale e quello urbano, il singolo individuo ,interpretati fotograficamente in chiave “dinamica”, concettuale.

Per ulteriori info vedere sul sito www.massimolovati.com