‘Santa’: “Taraffo e il suo tempo” con il chitarrista Fabrizio Giudice

Da Giovanna Savino riceviamo e pubblichiamo

Santa Festival

Taraffo e il suo tempo

chitarrista: Fabrizio Giudice

Associazione Musicamica presenta un concerto per chitarra classica. Protagonista Fabrizio Giudice che si esibirà martedì 23 luglio alle ore 21.30 a Spazio Aperto di via dell’Arco,38 a Santa Margherita Ligure.

L’evento, in collaborazione con il Comune di Santa Margherita Ligure, è organizzato  nell’ambito di Accelerando Festival e dei Corsi Internazionali di Alto Perfezionamento Musicale in Villa Durazzo.

Direzione artistica: Giovanna Savino.

L’ingresso al concerto  è libero.

La chitarra nel 1887

Alla nascita del genovese Pasquale Taraffo  (1887) la chitarra viveva un periodo di decadenza dopo il grande momento vissuto con i primi anni dell’800 grazie a maestri come Giuliani, Paganini, Sor, Carulli, Carcassi, Legnani, Aguado alfieri del classicismo a Vienna come a Parigi. Verso la metà dell’800 in pieno Romanticismo la chitarra ebbe alcune modifiche tra cui l’allungamento della tastiera e l’aggiunta di bassi volanti nell’intento quasi di confrontarsi con le grandi sonorità del pianoforte. La nascita della chitarra moderna: Antonio Torres, liutaio, ebbe l’intuizione di aggiungere le catene dentro la cassa della chitarra. La chitarra aumentò il volume sonoro ed ebbe in Tarrega il maestro per una nuova scuola di chitarra. Tarrega ebbe il merito di creare un repertorio tardo romantico di grande successo e fu il maestro per eccellenza per tutti i chitarristi del nuovo secolo anche se trascurò completamente il passato. Famose furono le sue trascrizioni da Bach a Chopin ma anche le sue mazurke e i piccoli preludi. La sua  scuola  è ben sintetizzata nell’escuela razonada di E Pujol. I brani di Tarrega saranno il caposaldo del repertorio di Llobet, Segovia e in  parte di Taraffo e tutta la scuola chitarristica mondiale. La diffusione del disco a 78 giri le prime case discografiche. Grande importanza assumono, da un punto di vista musicologico, le incisioni su disco delle sue composizioni che Barrios eseguì, a partire dal 1913, per la casa discografica Atlantis/Artigas. Tali incisioni sono considerate le prime registrazioni chitarristiche della storia, e notevole è il contributo di Barrios nello sviluppo della discografia in tale ambito. Esse sono inoltre una importante testimonianza per ricostruire l’evoluzione dello stile esecutivo dal XIX al XX secolo. Barrios di origini Guarani si convertì al cristianesimo e si formò dai missionari che lo educarono alla musica. Suonò in molti teatri del Sud America e quando la sua fama raggiunse l’Europa fu guardato con molta diffidenza soprattutto dal regime nazista e quindi torno in patria dove morì in povertà. Taraffo incise in America e in Germania per la Parlophone (la mitica etichetta dei Beatles) e La voce del padrone e per quaranta sere fece il tutto esaurito a Barcellona. Nel 1910 la sua fama lo portò nei più grandi teatri del mondo. Taraffo e Barrios incisero per la Odeon, casa sudamericana. Llobet non incise molto ma rimasero alcune incisioni tra il 1925 e il 1929 8 settembre del 1920: la svolta è una data storica: per la prima volta un compositore non chitarrista scrive per chitarra. A farlo non poteva che essere uno spagnolo come Manuel De Falla che ha sempre tratto influenza dal cante Jondo e dall’impressionismo parigino. Il dedicatario fu Miguel Llobet che ebbe contatti con De Falla e Debussy e che nelle sue canzoni catalane già preannunciava una svolta nel timbro e nelle armonie per chitarra. Ad intuire però la portata dell’evento fu senza dubbio Segovia che in pochi anni coinvolse altri compositori non chitarristi come il messicano Manuel Maria Ponce, gli spagnoli Federico Moreno Torroba e Joaquin Turina e Joaquin Rodrigo, l’italiano Mario Castelnuovo Tedesco il polacco Alexander Tansman creando le basi del repertorio moderno. Segovia e Llobet fecero tournee in Italia nel 1926 e nel 1930  allacciarono rapporti con i chitarristi italiani che si organizzarono fondando la rivista “La Chitarra“ di Bologna, i liutai si organizzarono per copiare i nuovi modelli provenienti dalla Spagna sul modello Torres, si organizzarono i primi convegni chitarristici  e si cominciò a recuperare il passato  non solo chitarristico ma anche degli strumenti similari. In questo campo bisogna ricordare l’opera di Emilio Pujol e di Oscar Chilesotti. Il nostro Pasquale Taraffo continuò il suo repertorio fatto di trascrizioni dall’opera e dall’operetta di ritmi ballabili e continuò a suonare sulle navi assieme a Mario Cappello, suonò nell’orchestra di Eduardo Blanco e si spense a Buenos Aires nel 37 a causa di un’ulcera perforante.  L’anno dopo sconvolto dalla guerra civile e dalla polmonite morirà Llobet. Barrios nel 44 morirà a San Salvador  in completa povertà. Segovia riesce a scappare dalla Spagna e per alcuni mesi dimorerà proprio a Genova per poi imbarcarsi in Sud America teatro di varie tournee che lo terranno lontano dalla seconda guerra mondiale: in questo periodo a Montevideo Segovia eseguirà due concerti per chitarra e orchestra a lui dedicati (Concerto di M. Castelnuovo-Tedesco e concerto del Sur di M. M. Ponce) . Al suo ritorno in Europa senza ormai più rivali lo attenderanno numerosi allievi che alla Chigiana di Siena e a Santiago di Compostela prenderanno lezioni.

Fabrizio Giudice chitarra

Iniziati gli studi sotto la guida del padre, li ha proseguiti con Anselmo Bersano, diplomandosi brillantemente da privatista nel 1988 presso il Conservatorio “Paganini” di Genova e vincendo il premio come miglior diplomato dell’anno in chitarra al concorso Petrini-Zamboni di Cesena. Si è perfezionato con Guillermo Fierens, Stefano Grondona , Angelo Gilardino e, presso l’Accademia Chigiana di Siena, con Oscar Ghiglia, ottenendo la borsa di studio e il diploma di merito. Ha seguito corsi di Analisi e Composizione con Alfio Fazio e corsi di interpretazione della musica dell’Ottocento su strumenti originali presso la Scuola Civica di Milano. E’ risultato vincitore e premiato in qualità di solista in numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Dopo aver vinto il concorso a cattedre del 1993 è docente di ruolo di Chitarra presso il Conservatorio N. Paganini di Genova. Ha suonato da solista e in varie formazioni in numerose città, in Italia e all’estero. Ha collaborato con musicisti e personalità del mondo dello spettacolo come Bin Huang, Michail Bereznitsky, Gregg Miner, Pietro Borgonovo, Luca Fanfoni, Giampiero Reverberi, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Paola Pitagora, Omero Antonutti, Arnoldo Foà, Gianni Morandi, Sergio Maifredi, Giorgio Gallione, Andrea Liberovici, Max Manfredi, Rosario Lisma, Carlo Aonzo e Gianluca Campi. Il compositore M. Bonelli gli ha dedicato il brano Tremolovals ed Berben. Da 30  anni suona in duo con Gianluca Nicolini (flauto) nel Duo Novecento per il quale molti compositori come (B.Baczewski, A. Basevi, S. Cabrera, F. Cavallone, M. Trenti, D.Valente, R. Tagliamacco, E. Lattes, R.Cecconi, A. Nicolini) hanno scritto appositamente. Ha effettuato registrazioni televisive ed ha inciso per numerose etichette come Devega, Philarmonia, ABEditore contemporanea, Sony e altre. Si è dedicato alla riscoperta e rivalutazione dell’opera del chitarrista genovese Pasquale Taraffo (1887-1937), del quale ha ricostruito e riscritto numerosi brani solistici direttamente dalle incisioni discografiche dell’epoca. Ha partecipato ai concerti celebrativi in suo onore tenuti a Genova (Palazzo Ducale) e Milano (Palazzina Liberty), su iniziativa della rivista musicale “Il Fronimo”. Il piu famoso blog di chitarra arpa Harpguitar.net  di Gregg Miner ha realizzato un documentario di 28 minuti  su questo argomento invitando F. Giudice ad illustrare  le tecniche di Taraffo. Ha fatto parte di numerose commissioni d’esame e membro della giuria del progetto  musicale europeo Euplay nelle città di Bruxelles Oxford e Varsavia. Nel 2004 ha pubblicato un cd da solista per l’etichetta “Philarmonia” dal titolo “Pasquale Taraffo e il suo tempo” e due volumi con le partiture di Pasquale Taraffo e Anselmo Bersano per le Edizioni Musicali Sinfonica. Ultimamente nell’ottobre 2015 ha eseguito il sesto concerto di Paganini nella versione violino e chitarra nel cd di Luca Fanfoni eseguito per l’occasione sul violino appartenuto a Nicolò Paganini e per l’etichetta Dynamic alcuni inediti con la violinista di fama mondiale Bin Huang.