Chiavari: Federico Rampini a Wylab

di Giuseppe Valle

Il lungo corridoio dell’ex Liceo Delpino è starcolmo per ascoltare il più genovese dei giornalisti newyorchesi: Federico Rampini, nato a Genova, cresciuto a Bruxelles e trapiantato a New York da dieci anni.

Come tutti coloro che hanno viaggiato molto e vissuto all’estero, Rampini spesso si domanda: “Ma io chi sono?” Però è fiero di essere italiano e come tutti i viaggiatori ha un oceano di cose da raccontare.

Intanto che il nome Italia suscita negli stranieri paesaggi da fiaba. Che il presente non è peggio del passato, anzi (v. anni di piombo). Che oggi si dà del fascista a chiunque e a sproposito. Che la storia è un giocattolo tossico da manipolare con cautela. Che Central Park è un’invenzione degli architetti paessagisti dell’Ottocento ma è molto suggestivo e Rampini vi si allena per la mitica Maratona. Che Haarlem non è più il quartiere dei neri e che New York non è più quella città violenta che ci hanno consegnato la letteratura passata e molti film.

Federico Rampini e Alberto Bruzzone

La mamma di Federico Rampini

Oggi i giornali non si possono più permettere sedi all’estero e questo va a detrimento dell’informazione.