Portofino: sabato 20, presentazione “Minerale Plastico”

Da Serena Mormino riceviamo e pubblichiamo

Sabato 20 Luglio 2019 il Museo del Parco di Portofino, Centro Internazionale di Scultura all’Aperto presieduto da Daniele Crippa, e curato da Serena Mormino, in collaborazione con Amarte si arricchirà di un’altra importante opera scultorea “Minerale plastico” dell’artista Caterina Tosoni.

Colei che da decenni in modo elegante, ma al contempo determinato, contribuisce a scrivere pagine di storia dell’Arte contemporanea con il linguaggio della nostra epoca, ci invita a soffermarci e cercare di prendere coscienza del nostro mondo, della nostra Madre Natura e del rapporto con la quotidianità.

Scrive pagine di storia dell’era della plastica, la nostra era, in modo culturale, non solo aggressivo e violento come è dovere di giornalisti e della provocazione ecologista pessimista. Ci fa comprendere che anche la materia plastica, oggi più che mai oggetto di attenzione mediatica e colpevolizzata di ogni male, in realtà è DNA del nostro stesso pianeta; derivato del petrolio, quello che anche altri autorevoli voci definiscono una “brodaglia del vissuto dei secoli del pianeta Terra” e che, in quanto tale, non può e non deve essere annullato.

Impossibile fare un passo indietro nei secoli, quindi unica salvezza è nobilitare le materie plastiche e imparare a rigenerarle, dando sempre loro nuova vita.

Ed ecco che la Tosoni, rende questa composizione chimico industriale, materia nobile per essere plasmata in Arte. Giochi di sapiente equilibrio, che nulla hanno a che vedere con accumuli illogici, composizioni con pantoni uniformi, perché non servono distrazioni, diventano fossili contemporanei proiettati al futuro in un gioco temporale e di rinascita.

Le sue opere richiedono l’attenzione ed il tempo dello spettatore, come per leggere le trame di un tessuto prezioso, ordito con sapienza e consapevolezza.

Laddove la natura ha tolto, la sua mano artistica scolpisce e riempie; ready-made di nuova generazione; mappe da rileggere; metamorfosi testimoni di epoche e di rinascita consapevole; quarzi artisticamente modificati, attimi di natura e di chimica che si fondono per dare vita a nuova Arte.

Proprio i quarzi sono la sua nuova sfida atemporale, per ridare alla natura quei preziosi frammenti di crosta terrestre di nuova generazione; geode e cristalli creati dall’uomo con plastiche rigenerate che diventano strutture trigonali con una conducibilità termica più elevata, come a testimoniare la vita che scorre, il cui cuore pulsante non può che essere la materia principe della Tosoni.

 Serena Mormino

L’opera entrerà ufficialmente nella collezione permanente del Museo, accanto alle celebri opere di Alviani, Arman, Atchugarry, Angi, Basso, Beuyes, Bressani, Ceccobelli, Chiari, Cogorno, Corner, Costa, Cracking Art Group, De Molfetta, Depero, Dorfles, Fiume, Fontana, Galliani, Guttuso, Kosice, Marangoni, Marchegiani, Mondino, Patterson, Pignatelli, Polesello, Pomodoro, Man Ray, Rotella, Spoerri, M. Thun, Tolomeo, Vautier, Vigo, solo per citare alcune tra le oltre duecento opere presenti in questo prezioso scrigno di arte e natura.

La collezione museale è in un continuo ed importante arricchimento, affiancando sempre più la tradizione artistica italiana e straniera del Novecento all’arte di questo nuovo millennio, in un luogo dove la natura, unica vera sovrana del mondo, ha generosamente e sapientemente creato un luogo di rara bellezza e fascino.

L’intervento umano, in questo luogo incantato, difende la bellezza paesaggistica e culturale, offrendo al pubblico un’altra rara ricchezza… l’Arte. Nel corso di più di vent’anni è stato creato un connubio talmente perfetto tra vegetazione ed espressione artistica, da renderle un’unica identità, dimostrando che l’Arte ha una capacità quasi divina e, quindi, il dovere di rendere omaggio alla vita.