Lavagna: “Sul territorio rischio di scelte miopi”

 Da Giovanni Melandri riceviamo e pubblichiamo

Considerazioni personali
Prendo spunto dal recente articolo di stampa, riguardante la proposta di imprenditori di uno studio per evitare l’ampliamento della zona rossa nelle aree in prossimità del torrente Lavagna.

Osservo, al riguardo, che la concessione di spazi per insediamenti industriali sia avvenuta non di rado, prescindendo da valutazioni sugli aspetti idrico-geologici, nonostante spesso tali zone siano state lasciate volutamente libere con sapienza dalle precedenti generazioni.

Non è un caso che proprio la Fontanabuona che, tra i bacini del fiume Entella, è quello che ha visto maggiormente moltiplicarsi interventi di questo tipo, sia oggi massimamente a rischio, al punto da rendere necessario l’ampliamento della zona rossa.

Privilegiare interventi anche pensati per la mitigazione del rischio, nella sola ottica di ritagliare determinate aree, prescindendo dall’intero contesto si rivela, oggi più che mai, scelta miope, foriera sovente di ulteriori situazioni di dissesto.

È doveroso, dunque, decidersi ad assumere questo sguardo d’insieme, privilegiando interventi a monte, che permettano l’espansione dei corsi d’acqua in modo da non arrecare danni. Solo così si potranno verificare quali siano i terreni idonei anche per l’insediamento di attività produttive compatibili con l’ambiente. In caso contrario il nostro diventerà un territorio sempre più insicuro, pregiudicando ogni futuro.