Rapallo: corsa taxi da 30 euro, impazza la polemica

Una corsa notturna da piazza delle Nazioni a Rapallo alla frazione di San Massimo: pagata 30 euro e senza ricevuta. La denuncia da parte di una signora che ha telefonato in Comune per denunciare l’accaduto. Il tutto riferito puntualmente da Il Secolo. E in città impazza la polemica.

I taxisti dicono: “Si faccia il nome del collega che ha sbagliato; si prenda nota del numero di targa, si facciano denunce nelle sedi opportune”. Gli operatori turistici si sentono penalizzati: “Questi episodi danneggiano l’intero comparto turistico. Gli stranieri abituati a girare l’Europa e ad avere un servizio efficiente a costo contenuto sono scandalizzati da certi comportamenti. Vadano i nostri taxisti a Barcellona per vedere come lavorano e guadagnano i loro colleghi”.

Comportamenti scorretti che non si sa quanto siano diffusi. Vorremmo però ricordare un fatto. Alcuni anni fa l’assessore Elisabetta Lai si profuse per concordare tariffe fisse per raggiungere determinate località cittadine come l’ospedale; a differenza di quanto avvenuto a Santa Margherita Ligure o Portofino, non ottenne alcun risultato concreto.

I turisti non capiscono la presenza di confini che dividono piccoli comuni e si stupiscono della differenza delle tariffe. Anche su questo fronte sono falliti i tentativi di unificarle. Incentivando con prezzi contenuti su determinate tratte un loro maggiore utilizzo e limitando le lunghe soste.

Ci sono consiglieri regionali che si preoccupano di Radio Radicale, delle onorificenze assegnate dal Capo dello Stato, di problemi che non riguardano i compiti istituzionali della Regione. Il problema della uniformità delle tariffe taxi, per lo meno relativo a comprensori omogenei e al controllo della loro applicazione non è mai stato affrontato. Eppure i primi ad avvantaggiarsene potrebbero essere proprio i taxisti. Ad esempio favorendo il loro utilizzo tramite convenzioni per raggiungere località non servite da bus.