Chiavari: Paolo Fiore e il suo romanzo “Pascolare il vento”

di Giuseppe Valle

Nel pomeriggio, presso l’Auditorium della Filarmonica, Paola Pastorelli ha presentato il romanzo “Pascolare il vento” di Paolo Fiore, pubblicato dalla Casa Editrice Internòs di Goffredo Feretto.

Già il titolo suona strano e crea come un senso d’angoscia ed inutilità. In effetti è la traduzione alternativa di un versetto di Qoelet (1, 14) che nella versione della Cei suona: “Ho vistotutte le opere che si fanno sotto il sole, ed ecco tutto è vanità e un correre dietro al vento”.

Tutto gravita intorno ad un crocus, il fiore azzurro-violetto che sta a significare la scoperta della bellezza. Ma cos’è la bellezza se non una delle caratteristiche fondamentali di Dio? Allora il centro del romanzo non è Chiavaro dove si svolge la narrazione, non è l’amicizia, non è il senso del lavoro, ma la lotta fra il bene e il Maligno, il continuo contrasto fra l’intelligenza del diavolo e la scoperta della bellezza che rimanda alla speranza, frutto della promessa che Dio ha fatto agli uomini.

Paolo Fiore

Goffredo Feretto

Ormai il volume è stato consegnato alle stampe e non è più dell’Autore ma dei lettori che vi possono scoprire molte più cose e diverse da quelle che lo scrittore intendeva significare. Questo ha ribadito Feretto nella sua analisi che ha individuato molti temi, come la capacità della Chiesa o di un prete, di rispondere alle domande profonde dell’uomo, in particolare quello di oggi.

Paolo Fiore conosce molte bene la Sacra Scrittura e la cita ad ogni piè sospinto, sia in modo esplicito sia in maniera criptata. Perché? perché si trova lì la risposta a tutti i nostri dubbi, alle nostre paure profonde, lì è indicata la strada per giungere a quella conoscenza che è la base su cui si installa la fede; fede che ogni giorno si accresce e ogni giorno viene messa alla prova.