Cinque Terre: rifiuti marini e progetto “MedSeaLitter”

di Guido Ghersi

In ogni chilometro quadrato di mare, galleggiano fino a 40 oggetti, per lo più rifiuti che provengono dal settore cibo e pesca. Bottiglie, buste di plastica e polisterolo. Gli animali marini vi rimangono impigliati o li ingeriscono, ciò può ferirli o ucciderli.

Sono i dati che sono emersi dal progetto europeo “MedSeaLitter” , illustrato in questo mese a Roma e che coinvolge le aree marine protette di quattro Paesi , tra le quali il Parco nazionale delle Cinqueterre, il cui direttore, Patrizio Scarpellini ha così commentato: “Il problema dei rifiuti marini, in particolare la frazione plastica, ha devastanti effetti sulla biodiversità, sulla qualità delle acque e sui sistemi territoriali. Nel nostro Parco la sinergia con i fruitori del mare è obbiettivo condiviso, attraverso il battello spazzamare, i libretti di cui si segnalano le catture e le presenze plastiche e la formazioni per ragazzi ed adulti”.