Lettere/ “Tigullio orientale, pesca impossibile”

Da un vecchio pensionato riceviamo e pubblichiamo (lettera firmata)

Sono un pensionato e pescatore da ormai più di 60 anni e leggo in questi giorni su Levante News che le società sportive di pesca conseguono successi nelle gare  e la cosa mi fa piacere. Vorrei solo porre una domanda ai vari presidenti delle suddette società se magari potessero avere anche un occhio di riguardo a tutti noi pensionati, a persone con disabilità e anche giovani ragazzini che oramai non sanno più dove poter passare due ore all’aria aperta per praticare con piacere la pesca sportiva.

Nel porto di Lavagna, dopo aver pagato un permesso per poter pescare in  una piccola porzione della diga foranea, questa ormai da quasi due anni è utilizzata per cantieri edili o di altro genere per cui non ci è più concesso l’accesso pena severe sanzioni. Speravamo che la Capitaneria potesse trovare una piccola soluzione ma nulla è stato fatto se non controllare e sanzionare. Sulla diga esterna i massi non sono posizionati in maniera tale da poter permettere ad un anziano un facile accesso e vi è anche un divieto d’accesso e pertanto alla nostra età è molto pericoloso rischiare una caduta.

A Sestri Levante la zona riservata alla pesca sportiva è un fazzoletto dove a mala pena riescono a stare 4 persone, se ancora esiste.

A Chiavari è vietato pescare nel porto (come da leggi vigenti ) ma i responsabili hanno pensato bene di modificare l’accesso sostituendo le vecchie sbarre corte per permettere a bici e motorini il passaggio con altrettante sbarre a tutta lunghezza; ora arrivare a piedi fino all’estremità della diga foranea per accedere alla scogliera esterna con una minima attrezzatura risulta quantomeno improponibile.

Passando dalla spiaggia dei bagni Giardini occorre attraversare una scogliera pericolosa e piena di tende e quant’altro, sede di dormitorio dei senzatetto.

Non conosco le realtà delle altre cittadine ma i compagni pescatori riferiscono che anche lì esistono i divieti.

La normativa vigente dà la possibilità di poter pescare dalle spiagge dal 1° giugno al 30 settembre dalle ore 20 alle ore 7 salvo diverse disposizioni delle capitanerie, ma sfido chiunque a poter usufruire di un” suo diritto” visto la marea di gente che sosta sulle spiagge fino a tarda ora e, sentendosi insultati  e cacciati in malo modo alla fine deponi l’attrezzatura e te ne vai sconsolato. Sulla cartellonistica di accesso alle spiagge ovviamente vi sono scritti tutti i divieti ma i diritti  espressi da una legge vengono ignorati.

Chiedo pertanto ai Presidenti delle società di pesca di farsi carico presso le autorità comunali, l’assessore Regionale le capitanerie di noi categoria ormai ignorata da tutti e, come è successo in Toscana, Lazio, Marche e altre Regioni di poter arrivare ad avere uno spazio anche in deroga per poter stare d’estate all’aria aperta e poter passare finché le forze ce lo permettono alcune ora di svago e pace.