Lettere/ “Camogli, i marittimi e la tari”

Da Michele Gazzale (Primo Ufficiale) riceviamo e pubblichiamo

In riferimento all’articolo “La Tari la pagano anche i naviganti”, apparso nelle vostre pagine alcuni giorni fa, mi permetto di fare alcune osservazioni:

L’Amministrazione di Camogli dimostra, con le considerazioni espresse, grave impreparazione e assoluta indifferenza per il mondo al di là del “migliaro”: chiedere la consulenza esterna poi, proponendosi di spiare gli altri Comuni per capire come deve comportarsi raggiunge il ridicolo, son cose da farsi prima di riunirsi o no? E però, è anche vero che basta prendere in mano il testo della Legge sulla Tari e leggere attentamente (l’unico presupposto è saper leggere). Allora si potrà apprendere che esistono delle riduzioni dell’importo della Tassa imposte dalla Legge stessa ed altre che sono facoltative, a scelta della Amministrazione interessata. Il caso in questione ricade in questa ultima discrezionalità, ma a precise condizioni: che l’occupante resti lontano dalla propria abitazione almeno sei mesi. Non si vede il motivo di avere una consulenza quando ogni amministrazione ha la possibilità di decidere a prescindere.

Il colmo di una città che si vanta delle proprie tradizioni invidiate in tutto il mondo evidenzia “perplessità” sulla validità di un idea che dovrebbe essere di semplice buon senso, definendola “romantica” sicuramente ci si dimentica come è nata la reputazione e la storia di Camogli, ma vi informo che siamo rimasti in pochi naviganti a portarla avanti e farla rispettare ancora oggi in giro per il mondo. Mi auguro che la smettiate, quindi, di servirvi della nostra storia e tradizioni marinare solo quando fa comodo.

Il problema è stato sollevato dal sottoscritto con lettera datata 10 febbraio 2018 che, fra l’altro, non ha dato origine ad alcun riscontro, ritenendo atto di civile convivenza sociale prestare attenzione a questa categoria di lavoratori che, racconta la storia di Camogli, ha dato tanto alla nostra Città.

Voglio far presente, perché sicuramente è sconosciuto ai più, che quasi tutti i marittimi italiani, navigando sotto bandiera italiana, sono pagati solo quando risultano imbarcati per cui l’introito annuo va distribuito per tutto l’anno al fine di valutare le loro “mensilità”. Nel periodo in cui ci troviamo a bordo ovviamente produciamo spazzatura e l’armatore pagherà profumatamente il conferimento in molti dei porti “italiani”: la maggior parte dei grandi porti d’Europa, riceve i nostri rifiuti gratuitamente dal momento che tutta la spazzatura è completamente riciclabile e viene considerata una risorsa (ovvero denaro in entrata).