Lavagna: “Sentenza ‘ndrangheta, chiediamo attenzione”

Da Officina Lavagnese riceviamo e pubblichiamo

Alla luce di quanto emerso nella vita della città di Lavagna in questi ultimi tempi e delle sentenze di primo grado pronunciate in data odierna dal Tribunale di Genova, Officina Lavagnese esprime la sua preoccupazione per il futuro della città. Senza entrare nel merito della sentenza di primo grado nel processo “I Conti di Lavagna”, è comunque necessario rimarcare che tale processo ha riconosciuto la presenza della Ndrangheta in città ed ha comminato condanne pesanti a politici ed esponenti della criminalità organizzata, con un impianto accusatorio che ha sostanzialmente retto.

Gli scriventi ritengono che le risultanze processuali, anche se trattasi di una sentenza di primo grado, richiedano di porre una grande attenzione, da parte di tutta la cittadinanza, al delicatissimo processo di ricostruzione dell’amministrazione comunale di Lavagna.

Proprio per la delicatezza della situazione si richiede al Sindaco, Dottor Alberto Mangiante, di voler considerare con molta attenzione il conferimento degli incarichi e delle deleghe ad assessori e consiglieri, nonché l’istituzione di cariche aggiuntive non previste per Comuni al di sotto di 15.000 abitanti.

In particolare, sulla base di quanto appreso dagli organi di stampa, segnaliamo quanto segue:

1) La materia relativa alla famiglia e all’assistenza sociale è di primaria importanza e dovrebbe essere affidata ad un assessorato.

2) Alcune deleghe appaiono date alla rinfusa, con un eccessiva frammentazione di materie che andrebbero a nostro avviso tenute assieme e senza un legame chiaro con le competenze specifiche dei singoli incaricati.
3)  (omissis perché la frase potrebbe essere oggetto di contestazione)

4) La Presidenza del Consiglio, la cui nomina è all’O.d.G. per il primo Consiglio Comunale del 14 Giugno 2019, per un comune sotto i 15.000 abitanti e in dissesto finanziario non sembra assolutamente necessaria e si poteva evitare un seppur non ingentissimo costo.
5) La figura del Presidente del Consiglio dev’essere una figura di garanzia, e sarebbe auspicabile il  coinvolgimento dei gruppi di minoranza nella scelta e non dovrebbe avere deleghe gestionali.

Officina Lavagnese 
Guido Stefani
Aurora Pittau