Lavagna: “Sentenza ‘ndrangheta, chiediamo attenzione” (2)

Da Officina Lavagnese riceviamo e pubblichiamo

Gentile Redazione inoltriamo di seguito una nuova versione del comunicato di Officina Lavagnese su sentenza “Conti di Lavagna” e su assegnazioni incarichi decisi da Sindaco Mangiante, da considerarsi Sostitutiva della precedente che conteneva un refuso, di cui ci scusiamo.
Ringraziando per l’attenzione porgiamo distinti saluti.

*****

Alla luce di quanto emerso nella vita della città di Lavagna in questi ultimi tempi e delle sentenze di primo grado pronunciate in data odierna dal Tribunale di Genova, Officina lavagnese esprime la sua preoccupazione per il futuro della città. Senza entrare nel merito della sentenza di primo grado nel processo ” I Conti di Lavagna”, è comunque necessario rimarcare che tale processo ha riconosciuto la presenza della Ndrangheta in città ed ha comminato condanne pesanti a politici ed esponenti della criminalità organizzata, con un impianto accusatorio che ha sostanzialmente retto.
Gli scriventi ritengono che le risultanze processuali, anche se trattasi di una sentenza di primo grado, richiedano di porre una grande attenzione, da parte di tutta la cittadinanza, al delicatissimo processo di ricostruzione dell’amministrazione comunale di Lavagna.
Proprio per la delicatezza della situazione si richiede al Sindaco, Dottor Alberto Mangiante, di voler considerare con molta attenzione il conferimento degli incarichi e delle deleghe ad assessori e consiglieri, nonché l’istituzione di cariche aggiuntive non previste per Comuni al di sotto di 15.000 abitanti.
In particolare, sulla base di quanto appreso dagli organi di stampa, segnaliamo quanto segue:
1)La materia relativa alla famiglia e all’assistenza sociale è di primaria importanza e dovrebbe essere affidata ad un assessorato. 2)Alcune deleghe appaiono date alla rinfusa, con un’ eccessiva frammentazione di materie che andrebbero a nostro avviso tenute assieme e senza un legame chiaro con le competenze specifiche dei singoli incaricati.
3) La delega al Personale è stata conferita ad una persona, avvocato Matteo Barbieri, che ha interrogato per conto della difesa del fratello, Avvocato Luigi Barbieri, alcuni   dipendenti del Comune durante l’udienza del processo ” I conti di Lavagna”. Questo incarico ci appare quantomeno inopportuno.
4) La Presidenza del Consiglio, la cui nomina è all’O.D.G. per il primo Consiglio Comunale del 14 Giugno 2019, per un comune sotto i 15.000 abitanti e in dissesto finanziario non sembra assolutamente necessaria e si poteva evitare un seppur non ingentissimo costo.
5) La figura del Presidente del Consiglio dev’essere una figura di garanzia, e sarebbe auspicabile il  coinvolgimento dei gruppi di minoranza nella scelta e non dovrebbe avere deleghe gestionali.
Ringraziamo per la diffusione del nostro comunicato e porgiamo distinti saluti

Officina Lavagnese
Guido Stefani
Aurora Pittau