Chiavari: Festival della Parola con una marcia in più

Un’edizione del Festival della Parola decisamente sprovincializzata rispetto alle precedenti e più vicina a quel modello di una Chiavari “Città dell’arte e della cultura” che avrebbe modo di distinguersi dalle altre località del Tigullio e imporsi all’attenzione per le sue peculiarità. Un Festival quindi che più che mettere al centro protagonisti della vita locale, ha messo al centro Chiavari (che è sembrata coinvolta dall’iniziativa).

Certo, il Festival non può essere fine a se stesso: il suo compito è o dovrebbe essere quello di evidenziare la vocazione cittadina. Certamente con l’innesto di figure nazionali anche emergenti, il prodotto potrà ulteriormente migliorare.

Ieri Vittorio Sgarbi, in collegamento con una emittente nazionale, ha detto ai telespettatori di trovarsi a Chiavari al Festival della Parola; un colpo fortunato. Perché quello che a noi sembra continuare ad essere un limite è la sua assenza dai media nazionali a partire dalle tv. Non conosciamo il costo della manifestazione né a quanto ammontino i finanziamenti pubblici, certo essi hanno ragione di essere se il Festival diventa davvero una cassa di risonanza come lo sono l'”Andersen” e il “Clip” di Portofino a livello internazionale o il Festival della Comunicazione di Camogli in campo nazionale. (m.m.)