Chiavari: Leonardo secondo Sgarbi (2)

di Giuseppe Valle

Moltissimi chiavaresi questa si sono diretti in piazza N. S. dell’Orto per ascoltare Vittorio Sgarbi, certi che non avrebbero buttato via una serata. E non si sbagliavano. Il grande affabulatore ha tenuto una “lezione” di storia dell’arte, di estetica, di critica ma con il proprio linguaggio colorito (per non dire irriverente), partendo dall’affermazione che noi siamo cristiani, anche se siamo atei, come disse Benedetto Croce e dobbiamo essere fieri della civiltà cristiana che ha prodotto le opere più belle del mondo.

Sgarbi ha ripercorso la carriera di Leonardo, mettendo in evidenza la genialità di un uomo con una tale quantità di interessi da non riuscire a condurre a termine nessuna impresa, sperimentando, intuendo e anticipando con il pensiero quanto si sarebbe realizzato solo secoli dopo ma soprattutto avendo chiaro che l’artista è colui che, più di ogni altro, si avvicina alla natura di Dio perché crea quello che prima non c’era, crea bellezza, va oltre il tempo tendendo all’eternità.

L’ultimo quadro esaminato, dopo varie Madonne, San Gerolamo, l’Adorazione dei Magi, la Donna con l’ermellino ecc. è stata ovviamente “La Gioconda” colei che sa di essere superiore, può dominare l’acqua, il fuoco, la terra. Un’opera talmente emblematica da subire le più svariate interpretazioni (Dalí, Warhol, Botero…fino a Sgarbi).