Chiavari: Elena Bono, o la missione della parola

di Giuseppe Valle

È proseguito nel pomeriggio, nell’ambito del Festival della Parola, il Convegno su Elena Bono con la relazione di Daniele Cerrato, un italiano che insegna all’Università di Siviglia. Ha trattato il tema delle somiglianze tra Elena Bono e Santa Caterina da Siena: due donne in dialogo con l’Altissimo. La Bono amava definirsi una amanuense perché si limitava a scrivere quello che  i personaggi che la visitavano le suggerivano.

Cerrato prende le mosse da una poesia molto significativa:

Lontano da Siena in un giorno di Palio

Cor tibi Sena pandit

Siena che mi apri il cuore

città prodiga e folle

che ama i colori

la sete

i cavalli vertiginosi…

“Bisogna contrapporre a ‘Hitler in noi’ a ‘Cristo è in noi’. Questa è la battaglia da fare”.

Roberto Trovato, docente emerito di Drammaturgia a Genova, ha poi trattato il tema “L’ombra di Lepanto”.

A Giulio Meattini, monaco benedettino, è toccato il compito di riflettere su “La modernità allo specchio. Una valigia di cuoio nero e la ‘dialettica dell’illuminismo’”.

Milagro Martìn Clavijo, associata di Letteratura Italiana a Salamanca, ha riferito su “La figura del narratore nel teatro di Elena Bono”.

Gli Atti del Convegno saranno pubblicati da Internòs, la Casa Editrice diretta da Goffredo Feretto.

Daniele Cerrato, Enrico Rovegno
Roberto Cerrato