Chiavari: giovedì un convegno su Elena Bono

Giovedì 30, nell’ambito del “Festival della Parola” si svolge a Chiavari, presso la Società Economica, un convegno sulla scrittrice Elena Bono. Il convegno si articola sia nella matinata con inizio alle 9.30, sia al pomeriggio a partire dalle 15.30.

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Riproponiamo il comunicato emesso dall’ufficio stampa del Festival della Parola

“Indagine sull’opera di Elena Bono. La sacralità della parola e la ricerca della verità”.

Progetto ideato dal Prof. Roberto Trovato, già Prof. Associato di Drammaturgia all’Università di Genova in collaborazione con il Prof. Enrico Rovegno, con il sostegno delle Università di Genova, Granada, Salamanca e Siviglia e della Biblioteca della Società Economica di Chiavari; patrocinata dal Miur (Ufficio Scolastico Regionale), dalla Società Dante Alighieri (Comitato di Genova) e dalla Fondazione Conservatorio Fieschi di Genova

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“Ringrazio l’Amministrazione Comunale di Chiavari, nella persona dell’Assessore Gianluca Ratto, e il Prof. Enrico Rovegno, Responsabile della Biblioteca e Vice Presidente della Società Economica di Chiavari, per aver accolto con entusiasmo e convinzione questo progetto, che avevo in mente fin dal giugno 2013, all’indomani di un congresso internazionale su Elena Bono organizzato in Spagna, presso l’Università di Siviglia. In quella occasione furono presentati due volumi: Le nevi del Fujiyama. Studi Critici sull’Opera di Elena Bono (Roma, Ed. Aracne 2013) e Serrar los ojos y mirar, Antologia poetica e traduzione in spagnolo delle poesie di Elena Bono, di Mercedes Arriaga Flòrez (Sevilla, Ed. Benilde, 2013). Personalmente ho conosciuto Elena Bono nel 1995, studiandone l’opera teatrale, ed in particolare i testi dedicati alle grandi famiglie genovesi dei Doria e dei Fieschi. Sono sempre stato convinto della statura internazionale di questa scrittrice che fino ad oggi, in Italia, non ha avuto il riconoscimento dovuto, nonostante gli esordi con la casa editrice Garzanti negli anni ’50 e le traduzioni in diverse lingue di alcune sue poesie ed opere, fra cui lo svedese, l’arabo, il ceco e il croato. Opere teatrali di Elena Bono sono andate in scena in diverse città italiane, con attori del calibro di Emma Gramatica, Eros Pagni, Massimo Foschi, Claudia Koll.  In Liguria suoi testi sono stati allestiti per la regia di Daniela Ardini, Direttrice dell’Associazione Culturale Lunaria. A Parigi, nel 1999, la regista francese Flore Elert, ha portato sulla scena La grande e la piccola morte su Giovanna d’Arco. Subito dopo la morte della Bono, nel 2014, Stefania Venturino, già sua press-agent, aveva proposto la creazione di un centro di studi internazionale permanente sull’opera di Elena Bono, ed aveva raccolto una ventina di adesioni di docenti e di studiosi in Italia e in Spagna, ma non si trovarono i fondi necessari. Ora speriamo che questo primo convegno internazionale in Italia, a Chiavari, sua città di adozione, possa costituire un primo passo per future altre iniziative culturali capaci di promuovere una sempre maggiore e più profonda conoscenza in Italia e nel mondo di questa nostra grande scrittrice, che Giovanni Casoli ha definito “la scrittrice italiana più importante della seconda metà del XX secolo” (Novecento Letterario italiano ed europeo, Ed. Città Nuova 2002). Dell’ importanza di questa autrice si è occupato a più riprese il prof. Elio Gioanola, già docente di Letteratura Italiano pressi l’Ateneo di Genova. Un grande riconoscimento va all’editore storico della Bono, Francangelo Scapolla, che ha pubblicato  le sue opere, fino alla sua ultima fatica L’erba e le stelle. Tra mito e storia. Racconti e piéces per teatro da camera (Ed. Le Mani, Recco, 2011), e alla Fondazione Conservatorio Fieschi di Genova che negli scorsi anni ha sponsorizzato un concorso di teatro per le scuole superiori della Liguria e che quest’anno sosterrà i costi per la pubblicazione degli atti del Convegno”.

Prof. Roberto Trovato

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Mi auguro che questo convegno contribuisca a dare finalmente all’opera di Elena Bono, a cinque anni dalla sua scomparsa, il riconoscimento che essa merita, attraverso un serio lavoro di indagine da parte di un nutrito gruppo di studiosi. Personalmente, dopo aver curato a Chiavari una mostra dedicata a Elena durante il primo Festival della Parola, e dopo averle dedicato un’affettuosa lettura di brani con accompagnamento musicale a un anno dalla morte, sono convinto che sia questa, ora, la strada giusta da seguire: superata la fase delle affettuose testimonianze, del ricordo doveroso degli amici, vagliare criticamente la tenuta artistica della sua opera, sondarne la profondità, saggiare nuovamente – e mostrarle possibilmente a un pubblico più vasto – le ragioni per cui uno studioso come Giovanni Casoli nel 2002 riteneva di poter definire Elena Bono “la scrittrice italiana più importante della seconda metà del XX secolo”.

Prof. Enrico Rovegno