Chiavari: “Le tubazioni nel Sic dell’Entella? Riflettete”

Da Giovanni Melandri riceviamo e pubblichiamo

L’idea delle nuove condutture verso il depuratore di Chiavari, in divenire probabilmente quello comprensoriale, sotto il lungofiume Entella, che l’Amministrazione Chiavarese ha intenzione di proporre a Regione, Ireti spa, ATO, Comune di Carasco, Enel, Telecom Italia e Italgas lascia più di una perplessità.

Innanzitutto va detto che nel caso non si tornasse indietro dalla decisione di un nuovo depuratore nella colmata a mare di Chiavari, per di più nella parte più a mare della stessa, con correlate nuove opere di difesa stimate tra i 10 e i 20 milioni di euro, oltre ai costi aggiuntivi di manutenzione delle stesse da prevedersi nel tempo, il cui onere ricadrebbe per intero sulle bollette degli utenti ATO, coincidente per i non addetti ai lavori con il territorio della ex Provincia di Genova, presenta l’immediata criticità dell’esposizione alle mareggiate che, ancora questo autunno, hanno causato avarie importanti ai depuratori di Santa Margherita Ligure e di Recco.

Così come vale la pena rammentare, per quanto ipotesi esclusa dall’ATO, con troppa fretta, a proprio parere, che depuratori di minori dimensioni, quindi meno impattanti, permetterebbero di suddividere meglio il rischio derivante dalla concentrazione della depurazione in un solo impianto di enormi dimensioni.

Ciò detto, bisogna rammentare che il lungofiume Entella è un SIC (Sito di Interesse Comunitario) ed interventi del genere dovrebbero essere ben ponderati, tanto più tenuto conto del precedente di Lavagna. Anche in questo caso sono state fatte passare condutture sotto la ciclabile e solo la casualità ha evitato che con la piena 2014 ed il crollo parziale della stessa ciclabile, peraltro ancora da riparare, non si siano avute rotture delle tubazioni che avrebbero potuto causare un danno che solo si può immaginare.

L’invito è ancora una volta ad un ripensamento, prima di imporre al territorio scelte di cui ci si dovrebbe pentire per sempre.