Sestri: un Riviera Film Festival ricco di belle sorprese

Testo e foto di Alessia Verardi

É ancora una volta l’ex convento dell’Annunziata la suggestiva location che ha ospitato la cerimonia di premiazione della terza edizione del Riviera International Film Festival di Sestri Levante, rassegna cinematografica dedicata ai registi under 35.

Tra i presenti all’evento alcune delle personalità più eminenti del festival, nonché membri delle due giurie, incaricate della grande responsibilità di scegliere i migliori film e documentari cui assegnare il titolo di vincitore del Riff2019; per citarne alcuni, il presidente della Giuria Film J.Miles Dale, produttore e regista canadese Premio Oscar nel 2018 con “The Shape of Water- La forma dell’acqua” di Guglielmo del Toro, Nils Hartmann, il Direttore Produzioni Originali di Sky Italia e l’attrice Josephine de la Baume, interprete di “One Day”, “Rush”, “Come ti ammazzo il bodyguard”. E ancora, per la giuria documentari, il presidente Eddy Moretti, cofondatore di Vice Media ed Emmy Award nel 2014, che si aggiudica proprio durante la premiazione il Carrier Award, in virtù del suo grande talento.

A presentare la cerimonia la madrina del festival Stella Egitto, accompagnata dal presidente e fondatore del Riviera International Film Festival Stefano Gallini-Durante, e Vito d’Onghia, direttore esecutivo e cofondatore del Riff.

“Quest’anno – dice Stefano- Gallini Durante – con questa terza edizione del festival, abbiamo distrutto tutti i record stabiliti negli anni precedenti. Le sale allestite per la proiezione dei film e dei documentari sono state più volte sold out, e questa è stata una piacevole sorpresa perchè testimonia l’interesse nutrito da un numero sempre più crescente di persone per le tematiche maggiormente impegnate che abbiamo deciso di toccare, come le problematiche ambientali e climatiche in cui versa il nostro pianeta”.

Segno tangibile di quanto detto è il fatto che il documentario due volte vincitore del festival, proclamato tale sia dalla Giuria degli Studenti, sia dalla Giuria Documentari, è “Chasing the Thunder” di Mark Benjamin e Marc Levin, che racconta con crudo realismo l’emozionante esperienza di un gruppo di ambientalisti che combatte la pesca criminale e il bracconaggio in Antartide.

“La vittoria di questo documentario – dice Eddy Moretti, presidente della giuria documentari – è l’esempio del crescente interesse provato per il pianeta e il suo futuro. Questo documentario, così come gli altri in gara, deve essere un esempio e un incentivo a concentrare tutte le nostre forze per la salvaguardia dell’ambiente”.

Altrettanto incisivo è il film vincitore del Festival, “Sons of Denmark” di Ulaa Salim, una pellicola che pone lo sguardo dello spettatore su una realtà difficile e spesso ignorata, quella della lotta fra estremismi.

Ma i colpi di scena non finiscono qui, infatti poiché quest’anno più che in ogni altra edizione, il livello dei film presentati si è rivelato altissimo, sono stati istituiti tre nuovi premi: il Jury Award, consegnato a “Gwen” di William Mc Gregor, l’Achievement Award, vinto da Fanni Metelius con “The Heart”, e lo Sky Special Award, vinto da “Summer Survivor” di Marija Kavtaradze.

Mentre il pubblico proclama a gran voce vincitore il film “Hopelessly Devout” di Marta Diaz De Lope Diaz, che si aggiudica l’Audience Award rivelando una generale propensione al cambiamento e un forte desiderio di scardinare degli schemi sentiti ormai come troppo tradizionalisti.