Guardia costiera: filiera del pesce, controlli e sanzioni

Dalla Direzione Marittima della Liguria riceviamo e pubblichiamo

Nei giorni scorsi gli ispettori della Guardia Costiera di Genova hanno condotto due distinte operazioni di vigilanza sulla filiera ittica a tutela del consumatore.

Il personale del battello veloce GC A61, con a bordo anche due ispettori del Centro Controllo Area Pesca di Genova, ha sorpreso un pescatore sportivo intento a raccogliere mitili all’interno del porto di Voltri/Prà, in zona “Priapulla”. Al pescatore sono stati sequestrati circa 10 kg di mitili, appena raccolti, in quanto il trasgressore avevano abbondantemente superati i quantitativi previsti per uso personale.

Al trasgressore è stata inflitta una sanzione pari ad € 1.000. I militari della Guardia Costiera hanno sbarcato il prodotto sequestrato e portato in un esercizio commerciale dotato di bilancia certificata e tarata, per effettuare la pesatura “ufficiale” del prodotto. Gli esemplari, ancora vitali, sono stati nuovamente imbarcati sul mezzo nautico e successivamente liberati in mare aperto, come previsto dalla legge.

Altri due ispettori del Centro Controllo Area Pesca di Genova, impegnati in attività di controllo a terra, sono intervenuti in un ristorante specializzato nella somministrazione del “sushi” del centro cittadino, accertando che il titolare proponeva alla clientela prodotti ittici crudi quali tonno, salmone e branzini omettendo di effettuare le operazioni di bonifica del prodotto (c.d. “abbattimento”). Tale trattamento sanitario è obbligatorio al fine di scongiurare la presenza della formazione di livello di istamina nelle carni superiori ai requisiti previsti dalla legge, che possono essere pericolosi per la salute umana e nei casi più gravi possono portare anche al decesso di chi li assume. Inoltre, a causa delle pessime condizioni igieniche in cui versavano le cucine e i frigoriferi del ristorante etnico, si è reso necessario l’intervento degli ispettori della ASL 3 Genovese, fatti intervenire prontamente dai militari.

Gli ispettori sanitari hanno rinvenuto circa 30 kg di prodotto ittico, ritenuto inidoneo al consumo umano, e lo hanno immediatamente distrutto in collaborazione con gli uomini della Guardia Costiera.

Al relativo titolare i Militari hanno elevato tre sanzioni amministrative, per un importo complessivo di € 5.500, a causa dell’assenza di tracciabilità di alcuni prodotti ittici ivi rinvenuti, per il mancato rispetto del pacchetto igiene per la somministrazione di prodotti crudi e per la mancata applicazione di numerose procedure del piano di autocontrollo HACCP (in particolare è stato appurato che nel ristorante gli addetti ricongelavano prodotti ittici già scongelati). Ulteriori sanzioni, per i requisiti di igiene, sono state contestate dalla ASL, che ha imposto al ristoratore di non somministrare pesce crudo fino a quando non verrà ultimato il procedimento di bonifica del pesce fresco (almeno 96 ore).

Il Comandante regionale della Guardia Costiera della Liguria, Ammiraglio Ispettore Nicola Carlone, ribadisce l’impegno del Corpo a tutela in primis della salute dei consumatori e delle loro tasche e ricorda di prestare sempre la massima attenzione in fase di acquisto di prodotti ittici: sui banchi di vendita devono essere sempre chiaramente riportate le modalità e le zone di pesca di ciascuna specie, mentre i menù dei ristoranti devono sempre indicare se il pesce proposto sia fresco o congelato. I molluschi bivalvi, comunemente noti come “frutti di mare”, una volta usciti da un centro di spedizione devono essere conservati nell’apposita retina, munita di etichetta impermeabile recante le informazioni di tracciabilità previste, che attesta anche l’avvenuta stabulazione dei molluschi.

L’Ammiraglio ha inoltre evidenziato che queste operazioni, condotte con sempre più frequenza da parte della Guardia Costiera, si prefiggono anche lo scopo di sensibilizzare gli addetti del settore ittico a tenere un comportamento più responsabile nei confronti della collettività e collaborativo con gli organismi preposti al controllo. A tale riguardo, i consumatori che nutrissero dubbi o necessità di chiarimenti sull’origine e la qualità dei prodotti, potranno rivolgersi alle Capitanerie di porto della Liguria per gli eventuali accertamenti di competenza.

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