Rapallo: “Turismo, basta polemiche. Al lavoro con tutto il Tigullio”

La politica, la peggiore politica, fa scuola. A Rapallo sul turismo tutti contro tutti per due giorni. Poi ieri alla Borsa di Milano, pacche sulle spalle, strette di mano e sorrisi. Ed è inutile dire che la partecipazione della Regione alla Bit, studiata da mesi, non sia il risultato di una “scossa” (o sceneggiata) di due giorni fa.

Che il turismo torni ai livelli precedenti a quelli raggiunti nel 2017, grazie al terrorismo dell’Isis, è indubbio; male ha fatto chi si è illuso che quei risultati fossero conseguenza delle proprie iniziative.

A determinare i flussi sono fattori internazionali che si possono in parte modificare con la promozione e in parte offrendo servizi e infrastrutture adeguate. Chi arriva dall’estero non conosce i confini che dividono i paesi (con incomprensibili differenze di costi di park, taxi etc) chi arriva desidera trovare caratteristiche non trova altrove. Oltre la gastronomia, le bellezze se fatte conoscere, i sentieri che dai monti consentono di affacciarsi sul mare, aggiungiamo i portatori di Cristi (non solo le Feste di Luglio o la Sagra del fuoco).

Più che le polemiche bisognerebbe organizzare il tanto auspicato “tavolo” di tutti i Comuni del Tigullio per mettere a punto un calendario senza doppioni; un tavolo a cui ognuno vada senza la presunzione di imporre il proprio calendario.

Molti turisti ricercano la vicinanza col mare, le escursioni lungo i sentieri; ben vengano la barcarolata, la torta dei Fieschi, il concerto lirico nella piazzetta di Portofino. Molti Comuni cedono alle lusinghe di chi arriva a proporre le cose più impensate. Dovrebbero essere i Comuni a decidere se produrre teatro, classica, jazz e fare un bando che unisca qualità a prezzo.

Oggi potrebbe essere anche studiato un bus serale che porti il pubblico dove ci sono attrattive (sistema già usato in molte frazioni durante le feste patronali). (m.m.)


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