Lettere/ “Elezioni a ‘Santa’: la terza via”

A firma Daniele Rocchi riceviamo e pubblichiamo (Bisognerà capire se la terza via indicata, che sembra di capire non è né quella del centro sinistra nè del Movimento 5 Stelle, ha i numeri per richiamare l’interesse degli elettori. Nè possiamo pensare che Adriano Bena o Angelo Siclari si nascondano dietro l’anonimato m.m.)

Tanti possibili candidati, pochi nomi certi, tante supposizioni, poche “prese di posizione”. I candidati si annusano, si studiano, si muovono per capire quando intervenire, ma è sicuro che le fazioni contrapposte non saranno solo due. Tutti pensano allo scontro (politico) Donadoni-Marsano, il primo favorito col vento in poppa grazie agli ultimi mesi che ci sono rivelati prolifici, il secondo che è una sorta di mago nel recupero dei voti finali (due sconfitte ma rispettivamente di 19 e 80 voti).
La cosa che mi fa pensare è proprio il fatto che mancano quei candidati in grado di rappresentare i cittadini che non si rispecchiano né in Donadoni né in Marsano, cioè entrambi possono riscuotere un cospicuo numero di voti ma resterebbe comunque uno spazio per quei candidati in grado di accaparrarsi i voti dei cosiddetti indecisi. Il Sindaco uscente dovrà compiere una campagna elettorale roboante in quanto ha perso molti consensi rispetto al 2014, oltre ad aver perso figure come Bernardin, Fois, Tuseo e, a quanto pare, anche l’ottima Carmela Pinamonti (a livello numerico circa 600 voti), per non parlare di alcuni gruppi come quello dei commercianti delusi dall’affaire Coop. Invece Marsano rischia comunque di non ottenere i voti dei delusi/indecisi, perché ha già perso due volte nonostante tutto, quindi c’è la possibilità che i cittadini non ripongano più fiducia in lui. La soluzione? Sembrerà facile a dirsi ma basterebbe un candidato forte, nuovo, in grado di avvicinare giovani e vecchi, coadiuvato da chi conosce la politica: ciò non vuol dire ricostruire un progetto identico a quello proposto dal gruppo di Donadoni, tanto promettente quanto fallimentare, bensì recarsi davanti agli elettori con un volto nuovo, magari già presente sulla scena politica ma mai in primissimo piano (perchè non una candidata sindaco, anzi sindaca).
Chi, davanti ai cittadini, dirà chiaramente la propria posizione e le proprie proposte circa Porto, Coop, differenziata, opere pubbliche, rapporto con i membri degli uffici, organizzazione turistica, gestione pullman, interventi sul territorio, ecc riuscirà a vincere. So che sembra una banalitá ma è sufficiente alzare la voce al momento giusto e guardare negli occhi gli elettori per poter vincere, basta poco, davvero poco. Niente promesse irrealizzabili, niente “risolveremo il problema in 100 giorni”, niente di niente. Basta anche un “Sì, perchè” oppure un chiarissimo “No” per poter trionfare.

Le premesse ci sono, le questioni anche, i candidati spuntano.