Levanto: lezione sui restauri della Pieve di San Siro a Montale

di Guido Ghersi
Come annunciato lo scorso mercoledì, nel pomeriggio di venerdì 14, nella chiesa-pievana di San Siro, in frazione Montale di Levanto è stato spiegato il restauro architettonico dell’edificio sacro e l’intervento di recupero dell’abside settecentesco e delle volte.
Così la locale Comunità ha presentato al numeroso pubblico intervenuto l’esito di una vasta campagna di restauro che ha richiesto svariati anni di lavoro nonché un considerevole sforzo economico da parte della Parrocchia, Infatti si erano verificati seri problemi di stabilità nella chiesa, in modo particolare nell’abside parocca, dove si erano manifestate fessure, La progettazione delle opere di consolidamento, di cui si è assunta la cura l’arch: Alessandra Capurro di Levanto, ha dovuto provvedere una diversa collocazione dell’organo che, nella risistemazione e nella ridefinizione fonica della seconda metà dello scorso secolo, era stato tolto dalla controfaccia e riposto nell’abside.
La Soprintendenza, allora dei Beni Artistici e Storici della Liguria, aveva approvato il recupero dei corpi sonori ottocenteschi ancora superstiti, ammettendo, per dare funzionalità allo strumento del XIX secolo .La compagine così riconfigurata ha richiesto la realizzazione di un’apposita cassa lignea di contenimento, essendo purtroppo irreperibile l’originale.
Di questo lavoro si è occupata la Ditta “F.lli Marin” di Lumarzo(GE.) per ciò che riguarda la parte fonica, mentre la restauratrice Eleonora Parodi ha curato la cromia della cassa: lo strumento è ora collocato nella navata sinistra della Pieve ed è stato magnificamente suonato dall’organista Matteo Pasqualini.
Nel contempo, la ditta restauratrice “Matteo Caropreso” si occupava di chiudere le fessure, di pulire e consolidare la decorazione pittorica ottocentesca e di condurre, con molta discrezione, la fase di ritocco pittorico delle lacune presenti.
L’altra restauratrice Livia Pecchioli, si occupava del brano di pitture murale che andava a comporre un ciclo di storie mariane più ampio che si direbbe almeno tardo cinquecentesco ed è visibile al termine della navata sinistra che è stato consolidato e pulito.
In tanto fervore di attività, la cui alta sorveglianza è stata garantita inizialmente dalla dr.ssa Angela Accordon della Soprintendenza e dall’arch. Mauro Moriconi della Soprintendenza ai Monumenti e al Paesaggio della Liguria, è proseguito il recupero delle opere mobili di cui la Pieve è particolarmente ricca. Determinante il ruolo del “laboratorio di restauro” della Regione Liguria (segnatamente di Elena Bolognasi, Orbnella Viano e Maria Cristina Zaninetta). Interessante la piccola tela con il “Battesino di Cristo”, la statuina del “Bambino Gesù” alla quale la Comunità è molto affezionata.
Intervento forse minimale, la prima fase del recupero della “Via Crucis”, , per ragioni di disponibilità economica, limitata alle sole croci lignee e alle targhe, pure in legno che contrassegnano le singole telette. Occorreva ridisporre nello spazio della Pieve un segno, sia pur aniconico, relativo ad un altro rito religioso quaresimale importante..
La fase finale del cantiere di restauro tra lo scorso anno e quest’anno l’anno seguita gli architetti Massimo Bartoletti e Roberto Leone.
Tra i presenti all’inaugurazione, il sindaco Ilario Agata, che ha lodato la Comunità e tutti gli autori del restauro.