Bolkestein: “I diritti della continuità aziendale”

Dal Cna La Spezia riceviamo e pubblichiamo

E’ uscita la sentenza della Corte Costituzionale su una delle due leggi liguri a tutela del settore balneare. L’esito non è positivo per le imprese balneari e non viene lasciato spazio alle Regioni per individuare caratteristiche degli stabilimenti balneari che possano interferire con la liberalizzazione delle concessioni, in applicazione della direttiva Bolkestein

Nel gennaio 2021, infatti, il settore si aprirà alle gare comunitarie. La Regione Liguria, con propria legge 25/2017 (ieri dichiarata incostituzionale con sentenza 221/2018) ha tentato di accreditare le imprese balneari liguri come elemento del patrimonio storico, culturale e del tessuto sociale della Regione, prevedendo  un «marchio di qualità» e valorizzandone l’importo economico.

“Abbiamo una seconda legge sub iudice, – commento il direttore Cna La Spezia Angelo Matellini – relativa alla tutela del legittimo affidamento e la proroga di 30 anni.  Questo tempo serve  per dare alle imprese una adeguata prospettiva temporale e fare ripartire investimenti ed economia nel mentre si dimostra la non inerenza della Direttiva Bolkestein con il settore delle concessioni balneari. Anche se l’esito di questo primo procedimento non fa ben sperare Cna Balneatori continua a sostenere che i diritti alla continuità aziendale delle attuali concessioni e il principio del legittimo affidamento siano da tutelare in ogni sede.Confidiamo quindi nel tavolo tecnico che il ministro centinaio ha inteso istituire”.

 

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