‘Santa’: 5 Stelle, la calamità naturale può essere un’opportunità

Dal Meetup Cinque Stelle Santa Margherita Ligure riceviamo e pubblichiamo

A più di due settimane dalla catastrofica mareggiata che si è abbattuta sulle coste liguri e che ha portato danni per milioni di euro agli operatori privati che sul mare e sulle spiagge Liguri lavorano e ai Comuni stessi che hanno visto alcune infrastrutture importanti essere distrutte dalla forza di un mare con onde alte più di 10 metri, il Meetup “Santa 5 Stelle” si interroga sulla possibilità che questa calamità naturale che ha colpito la nostra regione possa essere vista come “un’opportunità” per ripensare a tutto ciò che sono le concessioni demaniali, per gli stabilimenti balneari ma anche per le strutture ricettive come bar e ristoranti e non per ultimo la costruzione e la messa in sicurezza dei porti turistici.

Ci domandiamo se la ricostruzione debba avvenire con le stesse modalità, concedendo la possibilità di depositare nuovamente cemento e strutture non rimovibili alla fine della stagione turistica; è davvero ancora questa la strada giusta?
Visti i cambiamenti climatici e il ripetersi di eventi a questo punto non più cinquantennali ma quasi ventennali che distruggono tutto ciò che il mare si trova davanti non è arrivato forse il momento di ripensare totalmente alla gestione del Demanio marittimo, soprattutto per quello che riguarda il comune di Santa Margherita Ligure?
Se davvero la percentuale di arenile totalmente libero non rispetta l’attuale legislazione perché non resettare il tutto e ricominciare con nuove modalità?

Con il più assoluto rispetto nei confronti di tutti quegli operatori economici che negli anni hanno investito il loro denaro per portare avanti delle attività ci chiediamo se a fronte di quello che potrebbe succedere nel 2020 con l’avvento della famigerata Bolkestein gli stessi operatori abbiano davvero convenienza a ripristinare nello stesso modo strutture che hanno dimostrato di non resistere ad eventi che si ripresentano più di frequente che nel passato.
Passata la fase dell’emergenza e una volta ripristinate le condizioni di sicurezza crediamo che l’amministrazione attualmente in carica debba pensare ad un tavolo di lavoro con gli attuali concessionari proponendo una visione del futuro del nostro litorale in cui non sia il cemento ad essere protagonista ma il territorio e le sue peculiarità.

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