Recco: 10 novembre 1943, i vigili del fuoco salvano 40 vite (4)

Recco celebra oggi il triste anniversario del primo bombardamento aereo sulla città: 10 novembre 1943. I Vigili del fuoco in quell’occasione salvarono quaranta vite. Riproponiamo alcune pagine del libro in cui gli stessi vigili del fuoco hanno raccolto i verbali dei loro interventi a causa dei bombardamenti.

*****

“Memorie del 36° Corpo dei Vigili del Fuoco – Genova 1940-1945”  volume scritto da Massimo Stucchi e Mario De Lucchi sulla base di una approfondita ricerca negli archivi, attingendo quindi a fonti ufficiali, propone, a 71 anni di distanza, un documento inedito, una testimonianza sul primo bombardamento che il 10 novembre 1943 colpì Recco, località  ritenuta fino allora sicura, tanto da ospitare sfollati dalla martoriata Genova.

La prima squadra ad arrivare a Recco fu quella del distaccamento di Nervi col caposquadra Zunino che scrisse: “Giunti nei primi abitati di Recco e precisamente in località San Nicola, trovando la strada ostruita da massi e detriti si doveva scendere onde aprirsi un varco e poter proseguire; si constatava nel frattempo che alcune persone giacevano esanimi a terra in parte morti ed in parte feriti, dopo avere rimosso alcune salme e consegnato due feriti ad un autolettiga della Croce Rossa giunta nell’istante da Genova, si proseguiva subito verso il centro dove maggiormente il nemico aveva sfogato la sua ira. Vista la gravità e il forte numero di caseggiati distrutti, dividevo la squadra in due gruppi e si portava soccorso alle vittime che giacevano a decine sotto le macerie. In via Roma dopo non pochi sforzi, a mezzo scala italiana, si portavano a salvamento due persone ferite, mentre una terza veniva estratta cadavere.

Si provvedeva con i nostri mezzi al loro trasporto in ospedale. Subito dopo, su indicazione di alcune persone, ci si portava in via XX Settembre dove due signore erano rimaste isolate in un piccolo angolo di una stanza rimasto miracolosamente intatto, anche qui a mezzo scala italiana si provvedeva al loro salvataggio. Un lavoro molto più arduo e difficoltoso si presentava nel salvataggio di un uomo che travolto dal crollo si trovava in posizione capovolta col capo in basso ed impigliato fra travi e detriti che lo obbligavano in si critica posizione; dopo avere lavorato incessantemente per oltre un’ora la si poteva togliere dalla dolorosa situazione in cui si trovava e con l’aiuto del capo squadra Peirano a mezzo scala italiana si portava in basso dove si consegnava ad un’auto lettiga che provvedeva al suo trasporto in ospedale. Intanto il secondo gruppo, la squadra si era portata in un caseggiato sempre nella stessa strada, dove aveva operato nel salvataggio di due bambini feriti e del padre di essi ormai cadavere.

Unitisi tutti i componenti ci portammo al numero 8 dove si collaborava con Peirano al salvataggio di certa Olcese Paola, rimasta sotto le macerie, sotto la guida e perizia dell’ingegnere Chinnarelli, dopo due ore di faticoso e pericolosissimo lavoro eseguito da Peirano, Zunino, Brizzi, Vassallo, che si erano portati su un muro perimetrale e legati con funi si traeva in salvo la sopraccitata, che a sua volta consegnata al Navone provvedeva a discenderla a mezzo scala italiana e condotta all’ospedale da Peirano. I lavori di recupero si protrassero sino alle 12 del giorno seguente, ora in cui ci venne dato il cambio”.

Leggiamo cosa scrivono gli autori dell’interessantissimo libro attingendo direttamente alle relazioni sugli interventi effettuati quel giorno a Recco.

“Una squadra proveniente dall’Albergo dei Poveri al comando del vigile Sommaria giunse in via Roma nel momento in cui un volonteroso aveva posto in salvo una bimba, recuperate la salma del padre e quella di due donne. Successivamente effettuarono il salvataggio di un bambino in un edificio dove si era  sviluppato un incendio che estinsero aiutati da due militari tedeschi; nell’edificio recuperarono la salma del padre del bimbo appena salvato. Infine intervennero per spegnere un incendio in un deposito di semi oleosi e sementi. La squadra del brigadiere Colombi, la seconda proveniente dall’Albergo dei Poveri, appena giunta iniziò il lavoro, durato cinque ore, per l’estrazione dalle macerie di un uomo ancora in vita e del cadavere della moglie. Terminato il recupero si spostò in un altro fabbricato per il recupero dei cadaveri di due donne che al momento non furono identificate.

Il vigile scelto Baracchi al comando della squadra proveniente da Molassana si unì alle altre, sotto la guida dell’ingegner Chinarelli, collaborò al salvataggio della signora Olcese e salvò due soldati tedeschi dalle macerie di un caseggiato di via XX Settembre sotto il ponte ferroviario. Estrassero inoltre dalle macerie cinque salme.

Giunse a Recco anche un’autoscala con il vicebrigadiere Carrara che subito si diresse in piazza Umberto I numero 3 dove un edificio era parzialmente crollato perché sullo stesso si era abbattuto il campanile della vicina chiesa. La squadra salvò dalla finestra del quinto piano la settantenne Nina Multedo dopo averla estratta dalle macerie. In via Saporito sul tetto del caseggiato recuperarono il cadavere martoriato di una donna che probabilmente era stata uccisa dallo spostamento d’aria causato da una esplosione. Sempre nella stessa via provvidero a recuperare una anziana signora con handicap fisici mettendola al sicuro. Quindi si spostarono nuovamente in piazza Umberto I nell’edificio colpito dal campanile che aveva le scale in parte crollate per recuperare, con l’ausilio della scala aerea, un cadavere che si trovava al quarto piano.

La tragedia venne descritta nella relazione di intervento con parole efficaci anche  dal brigadiere Serra: La squadra al comando dell’ingegner Chinnarelli si è recata a Recco dove aerei nemici avevano bombardato la città. Al nostro giungere la città si presentava come una vera desolazione, persone morte per la strada; altre che gridavano implorando soccorso”.

La squadra su indicazione ricevute si recò in via XX Settembre dove c’erano delle persone da salvare in un palazzo di cinque piani che aveva un angolo completamente distrutto, la scala interna era crollata lasciando solo i rampanti dal terzo al quinto piano. Per raggiungere il terzo piano i vigili montarono la scala italiana e raggiunsero le famiglie Peragallo e Alcozer, in tutto tre adulti e quattro ragazzi. Dopo averli tranquillizzati proseguirono con grande pericolo utilizzando quanto rimaneva della scala del caseggiato e raggiunsero al quinto piano la famiglia Carbone con tre figli e la moglie in stato interessante. Uno per volta furono fatti scendere al terzo piano. Riunite le tre famiglie iniziarono la discesa con la scala italiana cominciando dai bambini e proseguendo con le donne, alcune persone vennero fatte scendere trasportandole a spalla ed altre scesero in sala autonomamente accompagnate dai vigili. Terminato il salvataggio dal terzo piano si cominciò il soccorso alle persone bloccate al primo, cinque persone che vennero anche loro portare in salvo con la scala italiana.

Terminato l’intervento la squadra si spostò in via dell’Olmo dove in un edificio dove era crollata una fila di piani, sentirono lamenti provenienti da sotto le macerie e prontamente individuato il punto dove scavare. Iniziarono rimuovere i detriti lavorando con precauzione a causa degli spazi angusti ed al pericolo di ulteriori crolli; dopo circa tre ore di lavoro estrassero due donne, madre e figlia, vive con qualche graffiatura, ed i figli della giovane che avevano sofferto gravemente della mancanza d’aria ed erano in stato di asfissia; tutti vennero portati all’ospedale.

Soltanto con gli interventi della prima notte le squadre dei vigili del fuoco effettuarono quaranta salvataggi di persone e recuperarono almeno sedici salme; altre salme vennero estratte nei giorni successivi dalle squadre che si avvicendarono alle prime intervenute. Tale bilancio è limitato alle sole situazioni critiche per le quali l’intervento dei vigili del fuoco è stato determinante, ma molte altre persone sono morte e rimaste ferite in questo primo bombardamento del 10 novembre 1943″.

Advertisement

Ti potrebbero interessare anche: