Camogli: ex scalo “Ripensate alla concessione”

Dal Comitato “No scalo” Camogli riceviamo e pubblichiamo il testo della lettera inviata a: sindaco di Camogli, Procura della Repubblica, Regione, Città metropolitana, Protezione civile; Ferrovie dello Stato, Italia Nosta e Wwf. Alla lettera è stata allegata la relazione del professor Ignazio Becchi dell’Università di Firenze; piano scavi; piano viabilità alternativa

Siamo molto preoccupati per la piega che sta prendendo questo progetto che per noi avrà lo stesso effetto di una bomba lasciata cadere nel centro della nostra città.

Ci teniamo a precisare che le persone che hanno firmato questa lettera sono tutti “residenti veri” cioè abitano nella zona interessata agli scavi e non sono nella totalità perché, per velocizzare l’invio di questa raccomandata, non abbiamo avuto il tempo materiale per raccogliere le firme di tutti.

***********

Raccomandata

6 novembre 2018 al sindaco di Camogli, al Comune di Camogli, alla Procura della Repubblica di Genova, alla Regione Liguria, alla Città metropolitana di Genova, al Comando vigili del Fuoco, alla Protezione Civile di Genova, al Wwf di Genova, a Italia Nostra, alle Ferrovie dello Stato.

Progetto scavi ex scalo ferroviario Camogli (Ge)

Alla luce dei nuovi gravi avvenimenti che sono accaduti nelle ultime ore in tutta Italia e e considerati i cambiamenti climatici epocali che si stanno verificando dal 26 ottobre e che si suppone continueranno purtroppo in avvenire, chiediamo agli enti indicati in indirizzo, con quali presupposti si voglia perseverare con il progetto a Camogli dello scavo dei box Ex Scalo Ferroviario.

Domandiamo: chi si prenderà le responsabilità morali e materiali di portare a termine scavi così imponenti e con la presenza accertata di corsi d’acqua nel sottosuolo, rivi che ormai improvvisamente ingrossano ed esondano trasformandosi in pericolosi strumenti di morte?

Siamo fermamente convinti che dobbiate fermarvi finché siete in tempo e considerare altre soluzioni alternative più consone alla situazione meteorologica che stiamo ormai vivendo.

E’ risaputo che la scelta di creare posteggi sotto terra oggi è anacronistica sotto tutti i punti di vista: lo si capisce vedendo le immagini ai telegiornali, lo ammettano pubblicamente architetti come Renzo Piano, ma non serve a niente perché quando di mezzo ci sono interessi economici privati non si guarda in faccia più a nulla, ed è quello che si sta verificando a Camogli.

Siamo allibiti nel constatare che che il Comune di Camogli prosegua in codesto progetto di scavi senza aver in parte ottemperato alle prescrizioni imposte dalla Regione Liguria, nel constatare che lo stesso  abbia trasformato parte del suolo comunale, nel pieno centro del paese, da patrimonio indisponibile a patrimonio disponibile, cedendolo di fatto in maniera perpetua alla società privata di costruzione Novim srl, nel constatare che le Ferrovie dello Stato abbiano dato parere favorevole a scavare a ridosso della linea ferroviaria, in prossimità della quale i cittadini di Camogli, per chissà quanti anni, saranno costretti a transitare sia a piedi che con automezzi pubblici e privati su un’unica strada in doppio senso praticamente attaccati ai binari, nel constatare che non esiste ad oggi un piano di trasporto e smaltimento dei detriti degli scavi e che né il Sindaco né chi per esso, si presentino agli inviti rivolti dai cittadini che richiedono giustamente delucidazioni e spiegazioni circa il progetto.

E poi ancora: come faranno i commercianti e le realtà economiche di tutta la città a sopravvivere per tanti anni ad un disagio del genere?

E’ Vs. dovere salvaguardare la vita delle persone senza far prevalere interessi e speculazioni di privati: fino a prova contraria vale più la vita di una persona che un box a Camogli e non ci basta più avere come unica risposta una comunicazione dei Vigili del Fuoco i quali ammettono di non poter intervenire in merito finché non succede il fatto o i media che non se ne interessano perché il problema non riveste carattere nazionale, no, non ci basta più, noi non vogliamo diventare il prossimo possibile fatto di cronaca, noi desideriamo che gli enti in indirizzo si interessino del ns. problema e se ne facciano carico.

Esistono sempre delle alternative, basta volerlo.

Alleghiamo alla presente il progetto di scavo e e di viabilità e laa dissertazione del Prof. Ignazio Becchi – Costruzioni idrauliche, Marittime ed Idrologia dell’Università di Firenze che vi preghiamo leggere attentamente.

In attesa di Vs. riscontro porgiamo distinti saluti.

Seguono firme

Progetto viabilità alternativa

 

 

Progetto di scavo

Figura 4. La planimetria del progetto in questione

 

Figura 5. Ricostruzione dei tracciati dei fossi della zona

Advertisement

Ti potrebbero interessare anche: