Danni: “Rinviare al 2019 riforma pensioni e reddito cittadinanza”

Da Giorgio Revello riceviamo e pubblichiamo

leggo il Vs. editoriale odierno a firma del Direttore sul tema dei cospicui danni provocati dalla mareggiata della scorsa settimana in tutto il Tigullio. Condivido quanto affermato ed anch’io, quando sento parlare il Ministro Toninelli di applicare il “modello Genova”, il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti, non so se ridere o più realisticamente piangere. E’ chiaro che la mareggiata che ci ha colpito va ad inserirsi in un’ondata di maltempo che ha colpito tutta l’Italia, tant’è che sono 11 le Regioni che hanno chiesto lo “stato di emergenza per calamità naturali”. I danni in tutta la Nazione ammontano a svariati miliardi e pensare che ci siano risorse per tutti, allo stato dei fatti, è del tutto irrealistico.

Quindi che fare? Penso che una soluzione ce la potrebbe dare la cronaca delle ultime settimane, con la tribolata manovra economica inserita nel DEF dall’attuale Governo (che porterà nel 2019 il rapporto deficit/PIL al 2,4%). Essa prevede, tra l’altro, la creazione di un reddito di cittadinanza e dell’inserimento della cosiddetta “quota 100” per le pensioni. Dette iniziative costano circa 16 miliardi alle casse dello Stato e su questo la Commissione Europea e tutti i Governi dell’Unione, hanno esternato la loro contrarietà, in quanto trattasi di spese e non di investimenti.

Ecco quindi la proposta, ossia sospendere per il 2019 reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni, per investire i 16 miliardi nella ricostruzione di tutte le zone danneggiate dagli eventi climatici.

Si otterrebbero molteplici risultati, in primis la ricostruzione in tempi rapidi e certi, poi la creazione di migliaia di posti di lavoro ed infine si eviterebbe certamente anche la rottura con la Commissione Europea e la relativa apertura della procedura di infrazione per deficit eccessivo. Infatti già in passato la stessa Commissione aveva concesso più deficit per le nazioni che avevano subito grandi danni da eventi naturali (terremoti, alluvioni, eccetera).

Sarebbe una giusta e fattibile soluzione al problema, ma temo che la “politica” nazionale non recepirà mai questo tipo di iniziativa, in quanto in termini di consenso pagano di più reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni. Purtroppo i nostri politici, come in passato, continuano a guardare alle prossime elezioni e non al bene dei cittadini da loro amministrati.

 

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