Lettere/ “Strada di Portofino, chiediamo informazioni”

Da Antonio Leverone riceviamo e pubblichiamo

Egregi Sindaci dell’area parco di Portofino e in particolare Sindaco di Portofino e Presidente del Parco Regionale mi permetto di rassicurarvi, per quanto valga questo mio contatto, che non c’è alcun scatenamento del mondo ambientalista. I cittadini hanno solo bisogno di sapere quello che sta avvenendo nell’area parco e in particolare nell’area interessata dal crollo della provinciale SantaMargherita Portofino che di fatto ha isolato Portofino.
Non mi risulta che i sindaci abbiano mai consultato gli “ambientalisti”: Noi in Camogli (Grupo VAB e Protezione civile) non siamo stati mai convocati dal Sig. Sindaco per parlare di questi problemi. Certamente noi siamo degli operativi e ci muoviamo su disposizioni precise ma abbiamo anche buone menti pensanti.
Non sappiamo cosa rispondere a chi ci chiede se non quello che possiamo vedere via via che si svolge.

E allora Signori sindaci e Direzione del Parco quelli che genericamente sono chiamati “gli ambientalisti” senza scatenarsi vorrebbero avere un sereno e trasparente confronto con le istituzioni per essere informati in modo da poter dare ai cittadini che chiedono informazioni almeno corrette, se poi fossero anche condivise, meglio ancora.
In ogni caso io vi chiedo: nell’emergenza attuale (in quanto è vera emergenza) è proprio necessaria la realizzazione di quella sopraelevata che pare anche pericolosa ?
Gli allargamenti in atto sul sentiero hanno una precisa esigenza di emergenza e se si a quale scopo ?
In tutto questo c’è un progetto che prevede il dopo emergenza o è estemporaneo ?. La Direzione del parco, oltre a prendere atto che condizioni pone sull’opera su un suo collaudo di sicurezza, sui termini di smontaggio a emergenza esaurita? I cittadini sanno quanto costerà il tutto?

Preciso che, almeno per quanto mi riguarda, sono un tipo di “ambientalista” che sa dire di si a eventuali opere anche nel parco naturale di Portofino alla sola condizione che siano sensate e abbiano una prospettiva di buona fruizione e tutela dell’ambiente naturale e che siano condivise.
Chiudo con la riflessione iniziale: è solo necessario un confronto e chiarezza e trasparenza da parte dei responsabili.

Un caro saluto

Antonio Leverone

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