Rapallo: Anpi, “il Comune omaggia i persecutori degli ebrei deportati”

Dall’Anpi Santa Margherita Ligure – Portofino riceviamo e pubblichiamo

Il 3 novembre 1943 iniziò la deportazione degli ebrei genovesi, con un agguato dentro la sinagoga; più di duecento persone, tra cui alcuni bambini, vennero arrestate e deportate in un lager. Solo in venti fecero ritorno. A 75 anni di distanza, questo drammatico fatto viene ricordato a Genova con una marcia silenziosa; il titolo scelto per questo evento è “Non c’è futuro senza memoria”. Quanto sono vere queste parole.

Tutto ciò stride terribilmente con la sconsiderata scelta dell’Amministrazione rapallese di omaggiare con una corona la lapide che ricorda i repubblichini; gesto, non ci stancheremo mai di ripeterlo, istituzionale e non privato. Qui sta quindi la sua gravità. Nell’anniversario delle deportazioni degli ebrei genovesi, si omaggiano i loro persecutori, i loro carnefici (che si macchiarono anche di tante altre atrocità, beninteso). Anpi continuerà a condannare ed a opporsi a  questa pratica scellerata, propria di un Paese senza memoria e quindi senza futuro, finchè essa non cesserà.

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