Camogli: ex scalo, da sabato raccolta firme

Testo e foto di Consuelo Pallavicini

Come preannunciato sabato scorso durante l’incontro tenutosi al Teatro Sociale di Camogli sullo scottante tema progetto area ex scalo ferroviario, ieri sera al Cenobio dei Dogi un nuovo appuntamento, chiesto al Comitato Scalo Camogli da chi ha un’attività commerciale e non ha potuto essere presente. Buona la partecipazione, aumentata via via durante la serata.

Per gli aspetti tecnici rimandiamo all’articolo

http://www.levantenews.it/index.php/2018/10/20/camogli-ex-scalo-ferroviario-incontro-partecipato-1/

Antonio Leverone, promotore del Comitato, ha illustrato brevemente l’iter del progetto modificato negli anni quattro volte specificando che la Novim srl ha tutti i permessi e che i lavori dovrebbero iniziare a gennaio.

Marta Puppo e Stefano Massone hanno poi approfondito con l’ausilio di slides l’intervento che verrà realizzato ed anche le criticità che potrebbero  sorgere.

Compito di chi fa informazione è anche quello di rendere noto il clima che si è creato in città. E sull’argomento sicuramente vi è molta preoccupazione non solo da parte di chi vi lavora, ma anche tra i residenti, tra chi ha una seconda casa e chi frequenta Camogli. In soldoni non si capisce perché una cittadina dovrebbe essere penalizzata per anni in nome di un privato che costruirà 227 box e 8 posti auto in struttura (4 piani interrati sino a 13 metri sotto l’attuale parcheggio e sotto via Colombo – ex dazio – sino a via Cuneo) e 36 posti auto in superficie (parte dell’attuale parcheggio a pagamento e area riservata agli hotel). Il tutto perdendo, secondo una stima, 232 parcheggi pubblici. Fermo restando che il privato (Novim più ditta Colombo Costruzioni) ha, ovviamente, il diritto di realizzare quanto in programma, ci si chiede perché il Comune a suo tempo abbia impostato in tal modo il progetto.

Ovvero lasciare realizzare prima la parte privata e in un secondo tempo il Comune realizzare un parcheggio pubblico di 225 posti auto a rotazione in struttura (3 piani interrati sino a 10 metri sotto l’attuale parcheggio e sotto Piazza del Teatro sino a via Cuneo). Ma ancora, nonostante il progetto sia unitario, non ci sono notizie specifiche in merito se non che sarebbero ulteriori anni di lavori in corso.

Tra le varie criticità si è parlato della viabilità. A parte il  passaggio di autocarri quattro assi per spostare 30.000 metri cubi di terra, vi è quella degli automezzi, dei bus e dei pullman. Preoccupazione viene anche dall’Istituto Nautico e dall’Asilo Umberto I° perché il passaggio di mezzi pesanti male si armonizza con le entrate e le uscite di chi li frequenta.

Durante l’incontro ci si è chiesti perché è stata fatta un’operazione del genere tenendo conto che già ci sono box in vendita ed altri che si stanno costruendo.

“Ma cosa possiamo fare – è stato detto – affinché Comune e Novim si siedano intorno ad un tavolo per ragionare su una soluzione diversa?”

Si potrebbe rivedere il progetto in modo da realizzare le due parti (privato e pubblico) contemporaneamente, come si potrebbe tornare in possesso dell’area accendendo un mutuo da coprire con i soldi ricavati dal posteggio ubicato alla stazione ferroviaria che rende 200.000 euro all’anno.

In ogni caso possibile fare un ricorso al Tar per vedere se l’iter e le delibere del Comune sono state regolari. Desta perplessità anche la concessione in eterno dell’area posteggio, come fosse patrimonio indisponibile perché, come da Wikipedia: sui beni del Patrimonio Indisponibile è possibile l’iscrizione di alcuni diritti reali di godimento a favore di terzi (anche a privati, fermo restando però che tali diritti non contrastino con il fine pubblico del bene).

Concretamente sabato prossimo in via Rosselli 6 (vicino al Teatro Sociale) dalle 10.30 raccolta di firme e di proventi per pagare un avvocato. Anche Italia Nostra non esclude un esposto alla Procura della Repubblica.

La viabilità

La viabilità (a doppio senso)