Chiavari: il ricordo di Gigi Monteverde

Da Ernani Andreatta, fondatore e direttore dell’omonimo Museo, riceviamo e pubblichiamo

Un corteo interminabile di auto è partito  da Chiavari alle 15:30  per recarsi nella Chiesa di Allegrezze, prima di Santo Stefano. Passando davanti alla casa di Gigi a La Villa il corteo si è fermato qualche secondo in segno di saluto.

La chiesa  era così piena che tante persone sono rimaste fuori.  E così con un lungo corteo a piedi, dopo la funzione funebre,  il buon Gigi Monteverde è stato accompagnato alla  sua ultima dimora del Cimitero di Allegrezze.
Durante la funzione il figlio Nicolò ha letto una toccante lettera di addio a suo padre.

“Con Gigi Monteverde se n’è andato un pezzo della Chiavari urbanistica

Il  ricordo

Quando entravi nel suo negozio di Via Tripoli 38 a Chiavari, ti accoglieva sempre con un sorriso che ti faceva sentire subito a tuo agio, affabile, da amico,  anche se lo vedevi una volta ogni tanto. A 61 anni per un male incurabile se ne è andato Gigi Monteverde nato a Santo Stefano d’Aveto il 7 di Settembre del 1956 ma chiavarese di adozione e professione. Una vita passata in mezzo ai disegni tecnici,  ai piani di costruzione, agli inchiostri e alle macchine stampatrici  grandi, i famosi “plotter”. Ma non mancavano le piccole e umili fotocopiatrici e una volta con poche lire bisognava servirsene tutti. Ora con l’evoluzione dell’informatica è tutto cambiato e ognuno di noi a casa può fotocopiare e stampare ecc.  Ma una volta, non era così.

L’azienda di cui era socio era  stata fondata nel Settembre del 1978 rilevando le quote della famosa “Eliografia Merendoni”. Pertanto  aveva cominciato molto bene con una ditta che, in pieno boom edilizio di quei tempi aveva un lavoro assicurato in partenza. I soci che avevano rilevato l’azienda erano stati 2, Gigi Monteverde e con quote paritarie,  Gianfranco Campodonico. Ma nel 1983 si erano aggiunti  altri due soci, Bruno  Arado e Sergio Campodonico. Tutti cognomi  liguri del territorio. Infatti nel negozio la lingua più parlata era il dialetto genovese !

Nel 2016 la ditta era stata  divisa in due e in quella di Chiavari sono  rimasti soltanto Bruno Arado e Gigi Monteverde mentre gli altri due soci si sono spostati a Rapallo.

In pieno boom edilizio l’azienda di Gigi Monteverde e soci era frequentata dai personaggi più illustri sia  nel campo dell’edilizia urbanistica ma anche e soprattutto nel campo della grande nautica da diporto. Qualche nome come Paolo Caliari famosissimo architetto e designer di Yacht di Montecarlo o i più modesti anche se non meno importanti Amedeo Devoto, scomparso nel 2013,  del rione Scogli di Chiavari amicissimo di Gigi,   che ne aveva grande stima e lo riteneva un genio senza eguali avendone piena ragione!  Poi c’erano le vallate che come un’onda senza fine arrivavano a Chiavari dalla Eliografia Merendoni e “portavano a valle”  è il caso di dire,  un lavoro incessante di stampa.

Allora le case, prima di cemento e  mattoni, un po’ come adesso, bisognava costruirle in cartaceo e Gigi e soci avevano avuto la lungimiranza di capirlo subito e di svolgere questo delicato compito.

Ed era veramente divertente vedere Gigi, sempre col suo immancabile sorriso, che con instancabile sveltezza tagliava i piani di costruzione come fossero enormi biscotti e con professionale maestria te li serviva tutti in ordine e impacchettati.

Ecco ti diceva: tutto pronto ! Come fosse un piatto prelibato !

Tutti i grandi e piccoli  costruttori del territorio sono passati con il loro piani sotto la “taglierina” o il “cutter”  di Gigi. E lui conosceva tutti e salutava tutti sempre col suo inimitabile sorriso.

La sua prima passione è stata la Famiglia. Lascia la moglie Liliana detta Lilly, il figlio Niccolò che, dopo una attività all’estero nei paesi arabi come Dubai ecc.  si dedica ora  a  tutt’altra attività nel campo ludico/edile e la figlia Ludovica che ha iniziato la professione nel campo infermieristico proprio quest’anno.

Un’altra passione di Gigi, non dimenticando le origini, era la casa di La Villa di Santo Stefano dove insieme all’aiuto di sua Moglie Lilly coltivavano ortaggi di stagione e alberi da frutta. Non era un grande divoratore di cibo, ne bevitore, ma qualche buon bicchiere di Pro Secco di Val Dobbiadene, Gigi non lo disdegnava mai e spesso lo offriva nel bar accanto alla sua attività.  In quel terreno di La Villa per la sua gioia e di tutta la famiglia scorrazzava anche un bel Setter Irlandese  di nome Asia. Dopo la famiglia il prediletto era lui senza dubbio.  Durante la malattia,  che è stata abbastanza lunga e dolorosa,  non mancava mai di stargli vicino. Si guardavano e si capivano e soprattutto Asia capiva che il suo padrone non stava più bene. Negli ultimi tempi non la poteva più portare a scorrazzare nella casa di La Villa ma lei cuccia,  cuccia si sdraiava a fianco del suo letto per stargli il più vicino possibile e lo guardava…

Peccato, Gigi se ne è andato troppo presto !

Ha  lasciato senza dubbio una grande eredità professionale soprattutto nel modo di trattare la clientela. Come un artigiano ormai scomparso incarnava la professione tecnica con l’amicizia che sapeva dare a tutti quelli che entravano nel suo negozio di Via Tripoli.

La sua discreta semplicità e il suo affabile  sorriso accanto al suo “plotter”, perché così sarà ricordato da tutti, ci mancheranno molto.

Il Santo Rosario è stato recitato alle ore 19.00 presso la Camera mortuaria dell’Ospedale di Chiavari.
I funeralihanno avuto luogo nella basilica di Allegrezze di Santo Stefano Lunedi 22 Ottobre alle ore 16.00.

Ernani Andreatta”