Comunali 2019. Puggioni: “Prima i rapallini e i rapallesi”

di Marino Scarnati

Alessandro Puggioni, 49 anni, commerciante, sposato, un figlio, candidato a sindaco per la Lega Nord.

Da quanto tempo nella Lega Nord? “Non ho mai avuto tessere di partito, la prima è stata appunto quella della Lega Nord, diciotto anni fa. La prima volta che ho votato Lega è stato alle europee del 1989, e da quel momento in avanti ho sempre votato Lega in qualsiasi tipo di votazioni: comunali, nazionali, europee. Ho iniziato a frequentare la Lega di Rapallo nel 1997, anno della mia prima Pontida, che i leghisti ricordano tutti per il fango che arrivava alle ginocchia. Da quel momento ho sempre frequentato la sezione, tesserato ufficialmente nel 2000, dal 2001 militante, dal 2001 al 2012 sono stato segretario cittadino. Sono stato eletto in consiglio comunale, prima con Capurro negli 2004-2006, poi nel 2007 ho appoggiato Mentore Campodonico, con cui ho ricoperto per cinque anni l’incarico di assessore alla polizia municipale, ordine pubblico, viabilità e sicurezza. Nel 2012, dopo aver perso le elezioni, ho rassegnato le dimissioni da segretario cittadino e sono rimasto in Lega come militante, tant’è che quest’anno ho festeggiato diciassette anni di militanza continuata. Dal 2105 ho l’onore e l’onere di essere consigliere regionale di maggioranza in Regione Liguria, sempre con la Lega. Mi son sempre considerato un uomo di destra, mai di centro. Ho fatto il militare negli alpini, cosa a cui tengo moltissimo, sono nato e cresciuto a Rapallo, dal 1985 abito a Santa Maria, ho sempre lavorato qui, amo la mia città e conosco bene tutto il territorio rapallese.”

Anche durante le scorse elezioni amministrative vi presentaste da soli, come andò? “L’allora candidato sindaco Carlo Bagnasco ha ritenuto di non correre con i simboli di partito, anche perché all’interno della sua squadra aveva inserito dei membri che non facevano riferimento all’area di centrodestra, per cui hanno preferito correre con i simboli civici . All’epoca la Lega non godeva di ampio consenso, anzi… ma come dico io, son nato leghista, quindi non avevo problemi a schierarmi con la Lega quando eravamo al 2%, come abbiamo dimostrato con l’allora segretario cittadino Gabriele Vecchia, che si sacrificò a fare il candidato sindaco, perché fare il candidato sindaco della Lega in quel periodo voleva dire appunto sacrificarsi. Io ho fatto il capolista di una lista di militanti che non hanno avuto nessun problema a metterci la faccia con un partito con il consenso così basso, e che ringraziamo ancora oggi a distanza di anni. Non era un problema correre con il simbolo allora che eravamo al 2%, non lo è oggi che ipoteticamente i sondaggi ci danno a oltre il 30%. Quindi, sia io che Gabriele Vecchia siamo contenti della scelta fatta, oggi come allora non abbiamo nessun dubbio.”

Comunque la candidatura odierna è stata, nel panorama politico rapallese, un fulmine a ciel sereno, anche perché va un po’ a rompere lo schema della maggioranza di centrodestra  che, ad oggi, governa la Regione Liguria.  “Innanzitutto diciamo che, in questi ultimi anni, la Lega è il convitato di pietra all’interno del consiglio comunale, perché spesso viene tirata in ballo da alcuni consiglieri comunali, pur sapendo che non abbiamo il diritto di replica in quanto non abbiamo rappresentanti. Quindi, che piaccia o non piaccia, la Lega è sempre presente nei discorsi anche all’interno del parlamentino rapallese. Il fatto che non siamo presenti nel consiglio comunale è figlio di quella decisione coraggiosa di quattro anni fa, la mia candidatura di oggi è sempre su quel filone, l’abbiamo detto fino alla nausea: noi discutiamo di qualsiasi cosa, a cominciare dal programma che ci interessa molto, ma su una cosa non c’è discussione, ed è la presenza del nostro simbolo. Per fare un accordo c’è bisogno del simbolo della Lega, è sembrato di capire che questa volontà non fossi così chiara e il partito ha deciso che, a questo punto, noi corriamo con un nostro candidato, perché i cittadini di Rapallo devono sapere che sulla scheda elettorale troveranno il simbolo della Lega Nord. Questa è anche una questione di chiarezza e di correttezza nei confronti di chi adesso ci sta votando con percentuali decisamente diverse rispetto a quelle di quasi cinque anni fa. Il motivo principale è questo, poi accordi a livello nazionale non ce ne sono, tant’è che domenica prossima si vota in Alto Adige, dove corriamo da soli, e in Trentino, dove corriamo con il centrodestra. In questo momento faccio parte di una maggioranza regionale che è espressione del centrodestra, però questo nulla toglie che sul territorio possono esserci altre questioni. Rapallo è la sesta città della Liguria, e quindi credo che la presenza del simbolo della Lega Nord sia imprescindibile, su questo non ci sono dubbi, noi non ne abbiamo mai avuti, magari qualcun’altro sì.”

Siete aperti ad alleanze? “Assolutamente sì, la questione politica è seguita anche dal segretario, oltre che dal sottoscritto, che per adesso è il candidato sindaco. Noi, come abbiamo già dichiarato, siamo aperti a chiunque ha voglia di impegnarsi, ovviamente chi lo fa deve avere chiaro con chi si sta alleando e quale è la nostra linea politica nazionale, che non si differenzia da quella regionale, che non si differenzia da quella comunale. Quindi, è ovvio che chi viene con noi deve avere le idee ben chiare. Se ci sono delle liste civiche, chiaramente di centrodestra, che sposano la nostra linea politica nazionale, nonché regionale e comunale, le porte non sono aperte ma apertissime, noi non mettiamo veti su nessuno, non ci siamo mai permessi di entrare nelle liste degli altri, io non ho mai messo veti contro nessuna persona.”

“Per adesso sono il candidato sindaco”, quindi è possibile il passo indietro? “Noi ci onoriamo di far parte dell’ultimo vero partito, nell’accezione del termine novecentesco, che esiste in Italia, tutti gli altri non sono più partiti o non lo sono mai stati. Quindi noi abbiamo una scala gerarchica precisa, abbiamo sezioni, militanti, facciamo congressi a livello locale, provinciale, regionale (che per noi è nazionale), federale (che per noi è italiano), abbiamo il segretario federale Matteo Salvini, che in questo momento ricopre la carica di vice presidente del consiglio. In questo momento sono il candidato sindaco della Lega Nord, dopo di che se a livello superiore fanno accordi che valgono a cascata a livello locale, è ovvio che facendo parte di un partito io eseguo gli ordini e potrebbe esserci un ritiro della mia candidatura, ad oggi non ce ne sono le condizioni.”

Se le direttive fossero di fare un’alleanza come quella nazionale? “Un accordo con i 5 Stelle di sicuro non lo fa Puggioni, se a livello nazionale il partito decide che alle comunali, alle nazionali o ai prossimi appuntamenti ci possa essere un accordo organico con i 5 Stelle è ovvio che, a quel punto, anche noi a Rapallo faremmo l’accordo con il Movimento 5 Stelle.”

Andrea Carannante di “Libera Rapallo” che, al momento, è l’unico altro candidato sindaco ufficiale, ha dichiarato che la vostra è solo una tattica per le poltrone ma che poi tornerete assieme al centrodestra. “Andrea Carannante è ovvio che fa il suo gioco, ha tutto il vantaggio di attaccarci e di mettere in dubbio le nostre scelte politiche, il che è lecito, fa parte del gioco della politica. Lo posso tranquillizzare che la mia non è una candidatura di facciata, nel senso che è nata dal partito che ha detto a tutti, chiaro e tondo, che la Lega sarà presente con il proprio simbolo. Se si farà un accordo con i 5 Stelle ci sarà il simbolo, se si farà un accordo con il centrodestra, nella fattispecie ovviamente nella figura del dottor Carlo Bagnasco, ci sarà il simbolo della Lega Nord. Altrimenti, se non c’è il simbolo, non ci sarà accordo con nessuno.”

 

Quindi, questa candidatura non è pro o contro qualcuno ma per ribadire Lega Nord. “Non ho mai fatto campagne elettorali contro nessuno ma a favore della mia città, lo faccio tutt’ora in Regione, dove cerco di dare una mano dove possibile a Rapallo e al mio territorio. Anche questa campagna elettorale non sarà contro qualcheduno ma sempre a favore della città di Rapallo.”

Qualche punto del programma in preparazione? “Il programma lo stiamo preparando perché le idee le abbiamo chiare, ed il concetto base della Lega di Rapallo e del suo candidato sindaco sarà: in Italia abbiamo detto prima gli italiani? Bene, prenderemo questo concetto, che è un concetto, e lo porteremo a Rapallo, il nostro programma sarà quindi basato su prima i rapallini e i rapallesi. Questo vuol dire tante cose, partiamo dalla sicurezza, dall’ordine pubblico ma anche dal sociale, noi abbiamo le idee molto chiare su come intendiamo trasformare il “prima gli italiani” in “prima i rapallini e i rapallesi”. Per quanto riguarda l’ordine pubblico, lo dicevo da quando ero assessore che avevo le deleghe alla polizia municipale, viabilità, ordine pubblico e sicurezza, che a Rapallo siamo molto fortunati, se ci guardiamo in giro capiamo che qui è un’isola felice, grossi problemi non ce ne sono mai stati e di questo il merito va soprattutto alle forze dell’ordine che sono sempre presenti, hanno il polso della situazione ed hanno sempre operato bene. Io sono quello che a Rapallo ha fatto installare centoventi telecamere quando non ce n’era ancora neanche una. La sicurezza dei cittadini in un comune è molto importante, spesso si ha a che fare con la percezione di sicurezza. A Rapallo i problemi in tal senso sono soprattutto legati allo spaccio, al problema droga che riguarda soprattutto i giovani, purtroppo. Nel nostro programma la sicurezza avrà sicuramente una valenza particolare, la gente deve uscire tranquilla, andare a scuola, andare a lavorare, uscire alla sera senza avere problemi perché tutti hanno diritto di vivere la propria vita in sicurezza, e questo vuol dire città ordinate, pulite, illuminate, sicure, con le telecamere, le forze dell’ordine che funzionano. Poi, in questo momento abbiamo anche il ministro dell’interno.”

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