Sestri: il 23 serata dedicata a don Pino Puglisi

Da don Alberto Gastaldi riceviamo e pubblichiamo

La Pastorale Giovanile delle parrocchie di Sestri Levante organizza una serata dedicata a don Pino Puglisi, il parroco del quartiere Brancaccio a Palermo ucciso dalla mafia 25 anni fa.

Saranno presenti due amici e collaboratori di don Pino: Suor Carolina Iavazzo e Pino Martinez.

L’appuntamento si svolgerà martedì 23 ottobre alle 21 nei locali dell’oratorio della parrocchia di San Bartolomeo della Ginestra.

Un’iniziativa che intende rinnovare la passione educativa di don Pino: “E se ognuno fa qualcosa…”. Un invito rivolto ai giovani al fine di non rassegnarsi ma anche agli adulti per la costruzione di una società più giusta.

Don Pino è stato ucciso la sera del suo cinquantaseiesimo compleanno, il 15 settembre 1993, mentre stava rientrando a casa, da Salvatore Grigoli, dopo avergli rivolto il suo ultimo sorriso. È stato beatificato a Palermo il 25 maggio 2013, sotto il pontificato di papa Francesco. I suoi resti mortali sono venerati nella cattedrale di Palermo. La sua memoria liturgica cade il 21 ottobre, giorno del suo Battesimo. Papa Francesco è stato il 15 settembre 2018 in visita nei luoghi dove ha svolto la sua missione don Pino.

Suor Carolina Iavazzo è nata ad Aversa, ma ha trascorsi molti anni ancora più a Sud, tra Calabria e Sicilia. Questi luoghi geografici, vissuti con intensa passione per l’uomo, in particolare per gli ultimi. Tre luoghi cardine: Crotone, Brancaccio di Palermo e Bosco di Bovalino nella Locride. Collaboratrice di Don Pino Puglisi, vive il dramma del suo omicidio il 15 settembre 1993 e in seguito viene chiamata in Calabria dal vescovo di Locri-Gerace, mons. Giancarlo Bregantini, conosciuto anni prima a Crotone. Attualmente opera ancora a Bosco di Bovalino seguendo in oratorio giovani e ragazzi.

Pino Martinez è stato un componente del Comitato Intercondominiale, testimone in prima persona di un impegno sociale e civile intenso svolto dal marzo 1991 fino al 15 settembre 1993 in un territorio fortemente condizionato dal potere mafioso. Una storia che nasce e si sviluppa per alcune iniziative di un gruppo di abitanti (Comitato Intercondominiale) che, nel tentativo di rendere vivibile il quartiere dove viveva, ha trovato la forza nel sostegno di un parroco. Un ambiente dove la vita sociale, controllata dal potere politico-mafioso locale, era stata animata da attività e interventi che rendevano sempre più credibili un prete e un gruppo di cittadini.

 

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