Santuario cetacei: “Mettere al bando i combustibili fossili”

Da Gianfranco Mascia, Federazione dei Verdi, riceviamo e pubblichiamo

“Ci domandiamo quali provvedimenti si stiano attuando a causa della catastrofe ecologica che incombe nell’area del Santuario dei Cetacei a ridosso dell’area marina protetta al largo delle coste liguri, a seguito dell’incidente avvenuto circa 28 km a nord ovest di Capo Corso, dove la portacontainer cipriota Cls Virginia sta riversando una marea nera di petrolio, mettendo seriamente a repentaglio l’ecosistema dell’area marina protetta al largo delle coste liguri”. Scrivono in una nota Angelo Bonelli e Luana Zanella dei Verdi, che proseguono:
“Gli oltre 600 metri cubi di petrolio greggio riversati in mare si stanno spostando sempre più velocemente, a causa delle correnti marine proprio nell’area protetta che ormai è ‘casa’ di numerosi esemplari di cetacei e non solo. Occorre quindi innanzitutto accelerare le operazioni necessarie a scongiurare un disastro ecologico che comporterebbe conseguenze gravissime sulla vita in quella porzione di Mediterraneo.”
“Quanto accaduto- concludono Zanella e Bonelli – dimostra in maniera ormai inequivocabile che bisogna cominciare a ragionare concretamente a livello istituzionale ed industriale per avviare il processo della transizione ecologica che metta al bando i combustibili fossili a favore della mobilità sostenibile, per scongiurare definitivamente il pericolo che il petrolio possa nuocere ulteriormente all’ambiente, alla fauna e agli esseri umani”.