Ponte Morandi, la relazione Toti e il dibattito in Consiglio

Dall’ufficio stampa del Consiglio regionale riceviamo e pubblichiamo la cronaca della seduta di questa mattina circa le comunicazioni del presidente della giunta Giovanni Toti e commissario all’emergenza sui provvedimenti assunti dal Governo in seguito al crollo del ponte Morandi

Il presidente e commissario all’emergenza Giovanni Toti ha illustrato nel dettaglio le azioni adottate finora.

Toti ha descritto la situazione aggiornata relativa sia al collocamento degli sfollati (su 258 ben 252 nuclei familiari risultano sistemati) sia ai  contributi (sono già in corso di liquidazione 107, anticipati dal Comune). Ha annunciato che nei primi giorni di ottobre saranno comunicati i primi dati sui monitoraggi dei sensori posti sul ponte e, in tema di viabilità,Toti ha rilevato che il Sindaco di Genova ha chiesto alla Procura della Repubblica il dissequestro delle macerie che ancora impediscono l’apertura di alcune vie, tra cui via XXX Giugno, e   via Perlasca – ha aggiunto – potrebbe essere riconsegnata al traffico nei prossimi giorni. Il presidente ha sottolineato nel dettaglio tutte le misure già avviate per il potenziamento del trasporto ferroviario, con l’imminente apertura della linea ferroviaria in Valpolcevera, e la situazione relativa gli aiuti alle imprese coinvolte nel crollo e ai servizi scuola bus per i 563 alunni che hanno difficoltà a raggiungere i rispettivi istituti.

Dopo la lunga relazione sulla sua attività di commissario per l’emergenza, rispetto al cosiddetto Decreto Genova, il presidente Toti ha rilevato:  «Certamente gli aiuti alla competitività dello scalo portuale di Genova sono insufficienti nella stesura attuale del decreto». Secondo il presidente sono anche «insufficienti i fondi stanziati per il trasporto merci, che sono a bilancio solo per il 2018 e che, se spalmati sul triennio, dovrebbero garantire ai quattromila camion che quotidianamente arrivano allo scalo un rimborso di competitività e di maggiori oneri sostenuti decisamente insufficienti a garantire quella competitività». Toti si dichiara, invece, più soddisfatto per gli stanziamenti prevsisti nel decreto sul trasporto pubblico locale: «Contiene voci sia in conto capitale sia in spesa corrente, quindi, da quel punto di vista, un aiuto è arrivato». Secondo il presidente, invece, occorrerà lavorare in fase di conversione del decreto in legge sul capitolo di aiuto alle imprese. La zona franca urbana, prevista nel decreto, rappresenta – ha detto – uno strumento importante. Rispetto agli sgravi fiscali alle imprese danneggiate dal crollo Toti ha criticato la soglia secca di accesso allo sgravio: il governo ha fissato la soglia alle imprese che hanno subìto una riduzione di fatturato del 25%. Rispetto all’emergenza occupazionale il presidente ha chiarito: «Sarebbe opportuna la reintroduzione nell’area di una cassa in deroga vera e propria».  Toti ha auspicato, infine,  che il commissario di Governo tenga conto della legge PRIS, il programma sulle opere strategiche regionali, approvato in questo Consiglio ai primi di settembre: il Comitato PRIS – ha ricordato – si è riunito con gli sfollati e ha stabilito alcune soglie di indennizzo per le abitazioni, per le imprese, per tutte le categorie al momento interessate potenzialmente.

Per quanto riguarda la struttura del Commissario il presidente ha dichiarato: «Ci auguriamo che si trovino persone all’altezza in un brevissimo periodo di tempo per iniziare la ricostruzione».

Dibattito sulle comunicazioni del presidente Toti

Giovanni Lunardon (Pd) ha rilevato: «Il decreto per l’emergenza rende la situazione ancora più grave, è un decreto della vergogna, è un schiaffo ai cittadini, non risolve i problemi, prevede misure insufficienti e, se possibile, riesce a complicare una vicenda già complicata, dilatando i tempi di ricostruzione del ponte. Non è un giudizio solo del Pd – ha aggiunto – ma di tutta la città: ieri, infatti, si è svolta la riunione alla Camera di commercio con tutte le categorie economiche e il giudizio espresso è stato fortemente critico. Tutte le categorie sono preoccupate per la totale insufficienza delle misure adottate». Il consigliere ha elencato i limiti del decreto approvato dal Governo sull’emergenza Genova fra cui la scomparsa dei fondi aggiuntivi per i trasporti. Lunardon ha rilevato che l’autotrasporto ha perduto  il 30% del fatturato in un mese ma i soldi per il settore nel decreto «sono evaporati». Secondo il consigliere,inoltre, il documento del Governo garantisce solo il minimo indispensabile per nuovi addetti per gli enti locali. «Sono soprattutto le misure economiche – ha detto – il vero limite del decreto  per le imprese perché non c’è nessuna misura generale per lo sviluppo della città e del suo porto». Lunardon ha sottolineato, inoltre, l’assenza nel documento governativo della cassa in deroga e ha ribaditola necessità, per rilancio di Genova e del suo porto,  di Gronda e Terzo Valico. Lunardon, infine, ha invitato Toti a impegnarsi con tutte le forze sociali, economiche e politiche per riscrivere il decreto.

Gianni Pastorino (Rete a Dinistra&liberaMENTE Liguria) ha invitato il presidente della Regione e il sindaco ad attivarsi rapidamente perché in sede di conversione in legge il decreto sia sostanzialmente rivisto implementando le risorse. «Il decreto – ha aggiunto – è un attacco a Genova e alla sua economia ma è anche un attacco politico alla Regione e al suo presidente ed è una sconfitta pesantissima per uan città che è in lento declino». Il consigliere ha quindi rilevato le perdite subite in questi due mesi da parte delle attività portuali, logistiche e di spedizione. «Quando organizzazioni sindacali fanno una mobilitazione generale con le forze datoriali – ha aggiunto – vuol dire che la situazione è pesantissima».

Claudio Muzio (FI) ha condiviso alcune critiche al decreto avanzate dalla minoranza: «Ci sono aspetti sul piano politico del decreto – ha aggiunto – che mi lasciano perplesso, non vorrei che per qualche voto recuperato in Italia si sacrificasse Genova perche questa città, che sta soffrendo, non lo merita al di là degli schieramento politici». Il consigliere ha aggiunto: Noi abbiamo visto all’opera Toti e Bucci nell’emergenza e si sono mossi come meglio non si poteva e da loro dovrebbero prendere esempio coloro che ci governano. Ci vogliono – ha concluso – interventi coraggiosi e non palliativi».

Angelo Vaccarezza (FI) ha rilevato: «Del decreto si può parlare a seconda che si sia ottimisti o pessimisti, cioè male o molto male. Toti ha dimostrato un modo diverso di fare politica. Eppure già nella scelta del commissario per la ricostruzione è stato dato uno schiaffo a Genova perché Toti ha dimostrato di essere capace mentre questo decreto si può definire “arrangiati Genova”». Il consigliere ha definito il documento «inaccettabile». «Speravamo che, dopo la prima fase, la politica nazionale avesse capito che non doveva anteporre agli interessi della nostra gente una bassa rendita politica. Noi saremo in prima linea – ha detto – perché, così com’è, il decreto non è accettabile e ci umilia». Vaccarezza ha assicurato manifestazioni di piazza, se sarà necessario.

Giovanni Barbagallo (Pd) ha rilevato contraddizioni fra il ruolo della Lega in Regione e al Governo. Il consigliere ha sottolineato che le responsabilità non sono solo di Benetton (che detiene le quote di maggioranza della società concessionaria di parte della rete autostradale italiana fra cui il Ponte Morandi,ndr)  ma anche del ministero competente che non avrebbe vigilato a dovere. Secondo Barbagallo «è grave che il governo non abbiamo ancora individuato il commissario: rimango esterrefatto dalla faciloneria dell’esecutivo».

Matteo Rosso (FdI) ha dichiarato: «Intervengo da genovese e sono avvilito, amareggiato e, naturalmente, arrabbiato. Ero convinto – ha detto – che le cose sarebbero andare diversamente. La vicinanza delle istituzioni locali ai cittadini è molto forte, ma non so quanto serva se le istituzioni, a loro volta, non sono aiutate». Rosso ha rilevato che lo staff del commissario alla ricostruzione avrà un compenso complessivo di 5 milioni all’anno e i suoi componenti che sicuramente non conosceranno la città.

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha dichiarato: «Il decreto si può migliorare e i parlamentari della Lega lavoreranno nell’interesse di Genova e della Liguria». Il consigliere ha aggiunto: «Viviamo una situazione difficile, saranno accertate le responsabilità penali da parte della magistratura ma c’è anche una responsabilità politica perché la concessione a Società Autostrade forse si poteva fare meglio». Secondo il consigliere certi errori, se sono stati fatti, non vanno ripetuti. «Nelle prossime ore – ha assicurato – avremo il commissario alla ricostruzione e lo metteremo alla prova». Senarega ha ribadito l’impegno dei parlamentari di maggioranza che «segnaleranno le criticità del decreto e faranno in modo che la legge dia alla città le risposte che servono».

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria Salvini) ha spiegato: «Il decreto va modificato in Parlamento ed è recuperabile, ma tutti devono lavorare evitando di strumentalizzare la vicenda».

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha dichiarato:  «Il Governo si è assunto un impegno per Genova e si è dimostrato vicino ai genovesi venendo in città già nelle prime ore dopo il crollo del ponte Morandi». Il consigliere ha ribadito che la ricostruzione sarà pagata da Società Autostrade ma non sarà la stessa impresa a ricostruirlo. «Sarà fatto il più velocemente possibile e nel modo migliore». De Ferrari ha ricordato le misure previste nel decreto a favore dei cittadini e delle imprese che favoriranno il rilancio della città. De Ferrari ha quindi ricordato che la commissione di esperti, nominata dal ministro delle infrastrutture dopo il crollo, ha rilevato «che la gestione dell’infrastruttura pubblica non ha garantito la sicurezza degli utenti quindi occorre investire sulla prevenzione». Proprio su questa materia il consigliere ha sottolineato i punti qualificanti del decreto assicurando che il finanziamento di alcuni interventi, non inserito nel decreto, sarà  previsto nella legge di bilancio di fine anno.

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha sottolineato che il crollo del ponte ha determinato danni diretti ma anche indiretti che hanno coinvolto imprese di tutta la Liguria.   «Sono convinto che il decreto è migliorabile – ha aggiunto – ma la Regione deve far sentire la sua voce e continuare a fare la sua parte». Rivolgendosi direttamente al presidente Toti, ha aggiunto: «La Regione è intervenuta prontamente con lo stato centrale ma occorre fare un passo indietro con la politica, invito Toti a fare una valutazione sul suo ruolo istituzionale e scinderlo dal suo ruolo politico».

Sergio Rossetti (Pd) ha rilevato che in sostanza il decreto è stato bocciato anche dalla maggioranza: «La tempistica e i soldi a disposizione sono evidentemente insufficienti, occorre organizzare una vertenza-Liguria che deve affrontare un  problema occupazionale enorme». Secondo il consigliere «vanno convocati  gli Stati generali della città e della Regione per fare forti pressioni e  ognuno si deve – ha detto – assumere le proprie responsabilità perché non si può andare a braccetto con alcune forze politiche che poi ci fregano». Rossetti ha criticato la mancanza di garanzie per la cassa integrazione in deroga che andrebbe attivata subito.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha replicato spiegando che il decreto prevede che, nel caso in cui Società Autostrade non mantenesse fede ai suoi compiti risarcitori, «lo Stato interverrà per la cifra corrispondente» rivalendosi poi sulla stessa società. Il consigliere ha quindi illustrato alcuni passi della relazione della commissione ministeriale nominata dal ministro Toninelli che dimostra le gravi inadempienze della società e ha ricordato nel dettaglio, tutti gli interventi messi in atto dal Governo fra cui i fondi già stanziati per l’emergenza pari a 19 milioni di euro.