Chiavari: depuratore, ecco la scheda tecnica (5)

Di seguito la scheda tecnica dell’impianto di depurazione

Impianto intercomunale

L’impianto servirà i seguenti comuni:

•comuni rivieraschi:
Chiavari (con Leivi, Carasco e parte di Zoagli),
Lavagna (con Cogorno);
•comuni della Val Graveglia e della valle Sturla
L’impianto sarà alimentato da condotte fognarie di collegamento con percorso sotto il piano stradale

(Risulta esclusa la Fontanabuona ndr)

Vincoli e scelte progettuali

•Territorio che necessità di adeguamenti / potenziamenti depurativi in ottica normativa (dlgs 152/2006 e infrazioni europee) e di salvaguardia e valorizzazione ambientale di zone ad alto pregio e a vocazione turistica;
•Territorio morfologicamente complesso, aree intensamente antropizzate con centri urbani e infrastrutture di servizio (ferrovie, strade ecc.), limitata disponibilità di aree libere;
•Insediamenti urbani consolidati nel tempo con reti fognarie estese ed articolate, non modificabili nella loro struttura;
•Necessità di costruire l’impianto non troppo distante dai tratti terminali dei reticoli fognari;
•Impianto sicuro, affidabile e gestionalmente flessibile; possibilità riuso dell’effluente depurato;
•Mitigazione e armonizzazione del nuovo impianto nel contesto territoriale

Collocazione dell’impianto di trattamento

•Il nuovo impianto sarà ubicato in località colmata a Chiavari
•Sarà parzialmente interrato e completamente coperto
•Il totale confinamento dell’impianto consente di tutelare il contesto esterno da ogni di tipo di impatto e interferenza (attività gestionali, odori, rumori ecc.)

Dimensionamento impianto

•La portata in ingresso e la qualità dei reflui , nelle diverse configurazioni di esercizio, è stata determinata sulla base di una specifica campagna di misure.
•L’impianto si basa sul processo biologico a fanghi attivi, con biomassa sospesa e filtrazione finale su membrana.

Il sistema di collettamento

  • Per quanto possibile si sono utilizzate le reti fognarie esistenti
  • Dove possibile, le esistenti condotte di scarico a mare, saranno utilizzate come condotte d’emergenza a servizio di stazioni di sollevamento esistenti
  • Dati di progetto:•5.400 m di condotte. Diametro (400 – 600 mm)
    •3 stazioni di sollevamento
    •1 impianto di trattamento

Tecnologia Mbr (Membrane Bio Reactor)

•È la tecnologia che più di ogni altra, anche in rapporto alla qualità dell’effluente, consente di:
Semplificare la filiera di processo
Ridurre gli ingombri dei manufatti (footprint/volumi) e dell’impianto complessivo
Garantire elevata qualità dell’effluente
Praticamente assenti i solidi sospesi
Ottima riduzione della carica batterica (circa 5-6 log)
Riuso agricolo e/o industriale (es. utilizzo portuale)

•Maggiori garanzie di rispetto dell’effluente
Gestione affidabile, flessibile e automatizzabile
Ampio intervallo di impostazione dei parametri di processo con agevole gestione dei cicli di carico variabili (stagionali ecc.)
Annullamento delle possibili crisi tipiche legate agli impianti a fanghi attivi tradizionali (es. sedimentabilità dei fanghi e relative conseguenze)