Rapallo: “Le presenze nelle case-vacanza non sono censite”

Da Elisabetta Lai, assessore a Turismo, Commercio, Attività Produttive, riceviamo e pubblichiamo

Il testo unico in materia di strutture turistico ricettive approvato con La legge regionale 12 novembre 2014, n. 32 detta la disciplina generale in materia di imprese turistiche.

La Regione, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio turistico regionale, e in adempimento degli obblighi ISTAT, organizza la rilevazione dei dati sui movimenti turistici mediante il sistema informatico regionale disciplinato all’articolo 57 bis della legge citata .

L’osservatorio rileva con cadenza periodica i flussi turistici e ne pubblica i dati che costituiscono un elemento di valutazione politica sia a livello nazionale che locale.

Tuttavia come ogni dato numerico si presta ad interpretazioni diverse a seconda dell’angolo di visuale. Proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza.

Il dato a nostre mani vede un costante aumento del turismo su tutto il Tigullio con una crescita in positivo dal 2012 al 2016, dove raggiunge il massimo storico, segue un piccolo assestamento in negativo nel 2017 che parrebbe confermato dai dati del primo semestre 2018.

Si tratta di una contrazione contenuta in un range del tutto fisiologico pari al 2% a cui in realtà non corrisponde una riduzione dei flussi turistici.

Infatti , come ben si legge all’art 1 u.c. della citata legge regionale, gli appartamenti ammobiliati ad uso turistico, in quanto mere locazioni a fini turistici non costituiscono attività imprenditoriale, e quindi non se ne richiede la rilevazione statistica.

La Civica Amministrazione in questi anni anche attraverso un articolato controllo e monitoraggio ha fatto sì che in ambito cittadino fossero registrate le unità immobiliari destinate a tale uso.

Ad oggi sono registrate, a Rapallo, 550 unità immobiliari operative che operano in tal senso ed offrono oltre 2641 posti letto.

Tali attività non sono statisticamente censite.

Appare quindi non rispondente al vero la notizia di una flessione dei flussi turistici, che anzi, come sarà possibile dimostrare all’atto della verifica del primo anno di applicazione dell’imposta di soggiorno, sono sicuramente cresciuti attraverso la presenza di questa forma di turismo ben conosciuta in passato ma che ha, attraverso la creazione di Air b&b, visto impennarsi l’utilizzo delle locazioni temporanee brevi.

Ci pare quindi che semmai il problema non sia quello di flessioni del flusso turistico (il dato empirico e a breve la verifica pragmatica lo negheranno) ma di comprendere come sostenere la contrazione sul fronte alberghiero, che nelle strutture di carattere intermedio, può sentire un maggior travaso di presenze.

Per questo, in relazione alla competenza che mi appartiene utilizzerò il tavolo di concertazione sulla programmazione turistica del 2019 per dare le migliori e più opportune risposte.

Elisabetta Lai

(Assessore a Turismo, Commercio, Attività Produttive)

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