Rapallo: “Per noi Liguri saranno sempre le ore 11 e 36”

Da Nadia Molinaris riceviamo e pubblichiamo

Sino ad ora il mio dolore è stato  silenzio. Quando è successa la tragedia mi trovavo all’estero senza Tv e quotidiani italiani, ma si sa un Ligure può essere ovunque nel mondo, ma resta sempre Ligure. L’angoscia ed il dolore son stati enormi, come quello di tutti, c’era solo la speranza che il numero delle vittime non salisse giorno dopo giorno. Nel paese in cui ero, e ormai frequento da anni, tutti sanno che sono “di Genova” e forse per questo, chi si avvicinava per stringermi la mano o abbracciarmi vedeva in me non chi sono,  ma l’intera città che viveva quel dramma. Piangere in pubblico ad ogni manifestazione di condivisione del dolore,  è stato una costante per giorni. L’unico modo per restare aggiornata era collegarmi a Facebook. Forse perché la connessione era incostante o forse perché mi comparivano solo determinati commenti, (voglio sperarlo) oltre al dolore e all’angoscia c’è stato un momento in cui ho cominciato a provare anche disgusto, nel leggere certe esternazioni, nel vedere come persone, anche tra le “più titolate” tra i miei amici, hanno adoperato, (o si son fatti adoperare) questa tragedia. Grettezza, esaltazione del proprio ego, strumentalizzazione, divulgazione di notizie false, polemiche assurde persino su quale immagine adoperare per il giorno dei funerali… persone che ora, quando le incontro, ne vedo solo la pochezza, quando invece, ognuno di coloro che sinceramente ha provato e prova dolore, forse l’unica cosa che avrebbe voluto, era veder penzolare dai monconi del nostro ponte i nomi dei responsabili… Oggi è passato un mese e il dolore è immutato.

Ci sarà un nuovo ponte, i risarcimenti, le nuove case…  ma non basteranno…  e  finchè non avremo anche giustizia, per noi Liguri, sino a quel giorno, saranno sempre le ore 11 e 36.

Nadia Amalia Molinaris nata a Rapallo il 31.05.53

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