‘Santa’: ricordato l’eroismo del partigiano Silvio Solimano

E’ stato ricordato oggi il sacrificio di Silvio Solimano, il partigiano “Berto” morto appena diciannovenne in Val d’Aveto per liberare dall’accerchiamento nazifascista i suoi compagni. Alla manifestazione organizzata dal Comune di Santa Margherita Ligure con la collaborazione della  sezione Anpi Santa Margherita Ligure-Portofino presieduta da Maria Grazia Barbagelata. Vi hanno partecipato anche le sezioni Anpi di Chiavari, Casarza Ligure, Lavagna. Presente il Gonfalone della Regione Liguria. L’amministrazione comunale di Santa Margherita Ligure era rappresentata dal vicesindaco Emanuele Cozzio e dall’assessore Beatrice Tassara; presente anche Maurizio Monteverde vicesindaco di Santo Stefano d’Aveto. Relatore il consigliere regionale Luca Garibaldi. Dopo la deposizione di corone di allora in località La Squazza, la celebrazione della messa nella chiesa di Allegrezze nel comune di Santo Stefano d’Aveto dove è stata depositata una corona sul cippo che ricorda  “Berto”.

All’eroico partigiano hanno dedicato una via sia la sua Santa Margherita, sia Genova.

Emanuele Cozzio e Maria Grazia Barbagelata depongono una corona al cippo che ricorda il partigiano “Berto”

Da sinistra Maria Grazia Barbagelata, Beatrice Tassara, Emanuele Cozzio, Maurizio Monteverde, Luca Garibaldi

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Silvio Solimano Berto (Santa Margherita Ligure, 12 giugno 1925 – Santo Stefano d’Aveto, 27 agosto 1944)

Medaglia d’oro al valore militare

Già noto alla polizia nazi-fascista per i suoi sentimenti contrari e ribelli all’oppressore, fu tra i primi animatori del Movimento clandestino. Arrestato, riusciva arditamente ad evadere passava, sprezzante di ogni pericolo, alla lotta aperta nelle formazioni partigiane. Sabotatore audace, combattente valoroso compiva leggendarie gesta degne delle tradizioni della sua gente. Durante un rastrellamento effettuato da soverchianti forze nazi-fasciste che minacciavano di accerchiamento una divisione partigiana, alla testa di un gruppo di audaci si lanciava eroicamente contro il nemico, che sorpreso da tanto ardimento, si sbandava lasciando sul terreno morti, feriti e abbandonando materiale bellico. Nell’eroico gesto cadeva colpito in fronte facendo olocausto della sua giovane esistenza per la salvezza della grande unità partigiana. Fulgido esempio di strenuo valore, di altruismo e di completa dedizione alla causa.

i Gonfaloni del Comune di Santa Margherita e della Regione

 

 

 

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