Uscio: addio ad Henry, chiesa gremita e canti di gioia

La Chiesa Parrocchiale di Uscio non è riuscita a contenere le tante persone che hanno voluto tributare l’estremo saluto a Henry Diaz, il trentenne di origine colombiana residente a Uscio, morto nel crollo del ponte Morandi. C’erano i giovani della Facoltà di Ingegneria che frequentava; gli amici della comunità colombiana; i tifosi  dell’Inter, squadra di cui era tifoso, provenienti da tutta la Liguria; c’era tutta Uscio e tanta gente comune.

Tra i presenti il Console generale di  Colombia, Gloria Cecilia Gomez; la direttrice della “Fundacion Colombia te quiere ver”, Eleonora Cairoli; il sindaco di Uscio, Giuseppe Garbarino e il vicesindaco di Recco Gian Luca Buccilli anche in quanto tifoso interista e fondatore con Henry dell’Inter Club Recco. E c’era anche il labaro, listato a lutto, della società Fc Internazionale 1908 Milano, accompagnato dal dirigente della società Nicola Ranieri. Ivan Ramiro Cordoba grande amico di Henry, impossibilitato ad essere presente in quanto fuori Italia,  ha telefonato alla mamma Norha e al fratello Emmanuel per esprimere il suo sentimento e la sua vicinanza.

Nella sua omelia Don Guido Salluard, che ha presieduto la messa concelebrata con altri cinque sacerdoti, ha descritto il profilo intelligente, allegro e generoso di Henry, che nel dedicarsi al prossimo trovava una ragione di vita. Ed una collega di Università di Henry, lo ha raccontato con parole dolci e intelligenti seguite con profonda attenzione e condivise. La presenza della comunità e Chiesa colombiana ha creato una particolare atmosfera al rito funebre con canti di gioia; perché la morte arreca sì dolore, ma porta al cospetto di Dio. Per altro Norha, mamma di Henry, spiega che i figli sono di Dio che te li manda e te li prende quando ritiene sia il momento giusto.  In ogni caso Henry lascia un grande vuoto, non solo nella sua famiglia.