Lavagna: quando al “Giardino Universale”, si esibivano Mina, Baudo, Dalla…(1)

Giuliano Fogola  (nella foto alla batteria) ci riporta indietro nel tempo. A cavallo tra gli anni Sessanta-Settanta. Quando tra Recco e Levanto c’erano almeno una settantina di locali da ballo; per un pubblico più o meno esigente. Era l’epoca in cui i gestori dei locali ospitavano le orchestre. Poi col successo della discografia, molti, per risparmiare,  cercavano i ragazzi che, intuendo i gusto del pubblico, “mettevano su i dischi”. Fogola, giovanissimo collezionista di 33 giri, fu uno di loro. Il locale dove esordi, oggi si direbbe come Dj., fu il “Giardino Universale di Lavagna”, oggi riaperto come ristorante. Ecco la storia del  mitico locale. Le immagini, appartengono all’archivio di Giuliano Fogola. 

Di Giuliano Fogola

Qualche tempo fa, conversando con amici nel corso d’una piacevole serata, ricordammo le innumerevoli “sale da ballo” presenti sul territorio negli anni spensierati della nostra gioventù.
Senza andare “all’estero”, cioè scartando Genova e La Spezia, si poteva contare su almeno 70 locali da Recco a Levanto.
Per noi ragazzi c’era solo l’imbarazzo della scelta, quasi sempre determinato dalla disponibilità dei rari mezzi di locomozione e dalle individuali possibilità economiche.

I gestori di alcuni locali preferivano un pubblico più adulto ed elegante, e quindi oltre a proporre musica dal vivo con scelte orchestre, mantenevano elevato il costo del biglietto di ingresso.
Dal 1969 in avanti, moltissimi locali investirono nell’utilizzo dei primi impianti per la diffusione discografica; colui che da li a poco si sarebbe chiamato il Disc Jockey, costava ovviamente meno dell’orchestra.
Quasi tutti i titolari dei locali si misero alla ricerca di “quello che mette i dischi”; cercarono preferibilmente di trovare una persona dotata di dischi propri, limitandosi così a comperare mensilmente le novità discografiche.
Le mie manie collezionistiche erano già note e così diventai uno dei primi a “mettere dischi” nei locali.

All’epoca si ballavano alternativamente lenti e veloci, in eguale numero, inframezzandoli a volte con dischi di liscio. Naturalmente più la serata si avviava alla conclusione, più aumentavano i lenti.
Alcuni locali, quelli dedicati al pubblico più adulto, mantennero per un paio d’anni la discoteca per gli “shake” e l’uso dell’orchestra per i lenti.

Nel giugno del 1969, ancora ragazzino, iniziai a mettere dischi al Giardino Universale di Lavagna.

Non sono molte le persone che oggi ricordano questa deliziosa sala da ballo sita in Lavagna, proprio in centro alla città, in Via Dante.
Nata subito dopo la guerra, nel 1946, di proprietà del sig. Vernengo, era composta dal Giardino con annesso Bar e Ristorante Universale.

Il locale da ballo, scorporato dalla proprietà, fu gestito nei mesi estivi sin dal dopoguerra, dai fratelli Brizzolara che nel 1960 iniziarono la costruzione dello Chez Vous, (ristorante e dancing) e che inaugurarono con Tony Renis nel 1961.

Quando lasciarono, subentrò la gestione del sig. Venturelli detto “Leun” (che gestiva già il bar ed il ristorante) presto affiancato dal sig. Sergio Trucci.

In quegli anni, naturalmente solo d’estate, il Giardino Universale ospitò i grandi nomi della canzone italiana.

Mina

Le orchestre da ballo, soppiantate dai dischi solo nel 1969, furono diverse fra cui titolatissima quella di Tony Spada, che incideva già nel 1963 con l’etichetta Clan di Celentano.
A partire dal 1965 ospitò i grandi complessi italiani.
Ho perfettamente in memoria l’arrivo dei Rokes, i nostri Beatles italiani, che si presentarono alle 22.30 con una enorme limusine davanti al cancello del giardino, in mezzo a centinaia di fans urlanti.
L’auto, coi vetri scuri rimase ferma e chiusa per qualche minuto, giusto il tempo di farli scendere da una 500 ferma in Via Dante, 50 metri dopo, dalla quale entrarono nel bar fra i tavoli dei giocatori di scopone e quindi salirono in giardino per un concerto memorabile.

Pippo Baudo

 

Anche con l’utilizzo della discoteca, il Giardino Universale continuò ad ospitare i bei nomi della canzone, alternati con “attrazioni a sorpresa” come si diceva allora, che comprendevano feste a tema, in toga romana, in maschera e tradizionali elezioni di Miss.
Le edizione di Miss Balnearia, inventate dal marchese Pino Rivarola, di cui ne è stato il curatore sino alla sua scomparsa, si tennero tutte al Giardino Universale.

“Leun” e Little Tony

Per tutti gli anni ’70 il locale continuò ad essere molto frequentato, anche se la musica fatta tutte le sere infastidiva non poco i residenti dei palazzi confinanti.
Quando la musica superava certi livelli di volume, dagli orti vicini, ignoti lanciavano pomodori maturi, e purtroppo ai malcapitati colpiti non restava altro che una bevuta omaggio e la possibilità di raccontarla.

Verso la metà degli anni ’80, le normative vigenti sempre più restrittive, consigliarono la chiusura dell’attività da ballo.
Il Giardino venne così utilizzato per attività mirate, quali feste private, matrimoni e cerimonie simili. Nel 1984 organizzai una graziosa sfilata di moda con ripresa televisiva integrale.

“Leun” e Lucio Dalla

Fu probabilmente una fra le ultime serate col pubblico in sala.
Le immagini, di cui sono ancora in possesso, non andarono in onda poiché i committenti e gestori del Giardino Universale dell’epoca, che fallirono da lì a poco, (tre mangia….., come si dice a Genova) non onorarono gli impegni economici a contratto.
Il ristorante Universale, dopo aver subito un magnifico restauro conservativo, oggi è un titolato ristorante gestito dall’amico Renato Montereggio e dai suoi soci.

L’antico giardino è stato trasformato in parcheggio interrato e per alcune difformità, la parte superiore è stata parzialmente sottoposta a sequestro cautelativo.

Certamente una fine ingloriosa per una importante realtà locale, fra le più belle di tutta la riviera di levante.

Due dei Rokes

L’Universale negli anni Cinquanta

Una locandina del 1968

Ancora un’immagine dell’Universale anni Cinquanta

Sergio Trucci

Magdalene Dictrich 1979

Sonia e le sorelle 1967

Universale 12 luglio 71

La consolle

 

 

 

 

 

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