Recco: “Vi racconto come abbiamo salvato il capriolo”

Ieri a Recco un capriolo sceso a valle nella prima mattina percorrendo il greto del torrente, ha incuriosito la cittadina abituata semmai a vedere nelle proprie strade i cinghiali. L’esemplare, maschio, con le corna già spuntate, di due o tre anni di età ed autonomo, si è spaventato forse a causa delle ruspe che livellano il letto del torrente Recco in vista delle sparate di mascoli in occasione delle feste patronali. Si è spinto quindi ancor più a valle raggiungendo la foce. In un primo tempo si è deciso di attendere la sera e sperare che il capriolo ritrovasse la strada di casa. A un certo punto però le cose si sono complicate, come racconta Stefano Bellotti, di BlackWave Surf School, che con Alessandro Floris ha salvato l’ungulato.

“Il capriolo era nel greto del torrente dalle 7 del mattino, quindi particolarmente stressato. C’era molta gente. Gli uomini della Forestale hanno pensato che era meglio cercare di fargli imboccare la strada di casa. Lui con uno scatto si è però gettato in mare. Lo abbiamo riportato a terra, ma è riuscito a ributtarsi in mare. Il timore era che potesse risalire verso la strada e finire investito. Lo abbiamo preso in braccio, gli abbiamo messo una garza sugli occhi perché si calmasse. Quindo lo abbiamo caricato sull’auto della Forestale. Per liberarlo lo abbiamo portato in una zona boscata, in valle delle Ne, sopra il ristorante ‘Manuelina’. Lui è rimasto fermo a guardarci per qualche minuto. Durante la giornata aveva brucato erba e bevuto. Era però molto stanco e stressato per la presenza della gente, per il bagno in mare, per l’assenza del bosco dove rifugiarsi dal sole, per il viaggio in auto. Improvvisamente si è accasciato a terra con gli occhi rovesciati; è svenuto. Dopo un paio di minuti però si è ripreso, si è alzato sulle zampe e con calma si è allontanato. Credo che il capriolo non avrebbe sopportato lo stress di percorrere un tratto di strada più lungo”.

 

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