Caldo: quando i gradi del termometro diventano un tormentone

Al mattino, ancora sudaticci e prima di aprire la doccia, un’occhiata al termometro ed una alle previsioni del tempo. Smorfia di disgusto: fa ancora caldo e l’umido sale. Per chi non ha l’aria condizionata, una nottataccia: le finestre spalancate fanno sì entrare un po’ d’aria, ma anche intolleranti rumori; perché nessuno ferma quelle maledette marmitte?

Il caldo domina lo scambio di saluti in ascensore; al bar caffé e commenti sulla sudorazione; mal comune mezzo gaudio; ci si consola ascoltando gli altri che si lamentano. Sono, come un vecchio negativo fotografico, i discorsi che si fanno quando c’è freddo. E caldo e freddo trovano nella lettura dei giornali un dato comune: i morti. Ogni giorno dell’anno ci sono persone che muoiono per un malore improvviso, ma se il termometro sale o scende più del dovuto, quelli sono morti a causa del caldo o del freddo. Oggi l’agenzia Ansa comunica che i morti di caldo nella città metropolitana di Genova in due giorni sono cinque (uno a Zoagli) e subito dopo al Tg3 Liguria ti scodella la stessa notizia come fosse un primato.

Di certo quando sale il termometro si registra un maggior acquisto di ventilatori e deumidificatori; un maggior consumo di bibite, gelati, frutta e verdura. Si corre più frequentemente  al mare o sotto la doccia. Chi può sale in montagna; altrimenti la sera cerca refrigerio sulle alture o vicino ai corsi d’acqua. Sono aumentati anche i ricoveri ospedalieri (nel  Tigullio del 5 per cento), ma va considerato che in estate è sempre prudente portare un anziano che soffre il caldo e ha qualche patologia in ospedale; sperando che lo trattengano il più a lungo possibile; ovviamente per curarlo meglio.

Passato il caldo prepariamoci ad un altro tormentone: ci sono stati più o meno turisti quest’anno? E, in caso negativo, tutti ad indicare i colpevoli. (m.z.)

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