Pignone: i contadini del paese ricaveranno ben 2 quintali di patate

di Guido Ghersi

Il paese di Pignone, che esisteva già in epoca pre-romana, all’incontro di importanti vie di comunicazione tra l’entroterra e la costa delle Cinque Terre, rappresenta l’unico centro primitivo oggi conosciuto in tutta la Liguria Orientale. Nell’ottobre 2011 ha subìto una devastante alluvione ma è riuscito a risllevarsi, grazie anche ai suoi campi di patate, auemtati nella campagna circostante fino a perdersi a vista d’occhio.
L’Associazione dei “Produttori delle Valli del Pignone e del Casale”, per quest’anno promette di ricavre un raccolto di oltre 2 quintali di tuberi.” A tutt’oggi, sono una dozzina le aziende associate, ma è aumentata la produttività” ha rimarcato la simpatica Agnese Barilari, presidente dei “Produttori Agricoli”. E’ da oltre una dozzina di anni, che la signora, unitamente ad alcuni produttori locali puntò sul pregiato tubero, coltivato da secoli in questo territorio. La patata è il risultato di una fatica secolare. Attualmente è acquistata direttamente dai produttori, nonché in mercati e super-mercati.
Il prodotto, è contrassegnato con il nome dei rispettivi locali produttori ,, oltre i marchi de Comune e dell’Associazione sull’etichetta.
Esitono tre tipi di patate, una gialla , una seconda bianca ed una terza a buccia rossa e sono tutte indicate nel disciplinare dei produttori.
Tutte coltivate con l’attenzione e la manualità di un tempo, mentre l’unica meccanizzazione è nella semina. Quest’anno 200 kg. di patate da seme sono state coltivate, grazie ad un nuovo macchinario.

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