Rapallo: dal santuario di Montallegro al San Sebastiano

Fino agli anni Sessanta la funivia di Montallegro era usata per guarire i bambini e le persone affette da pertosse (detta tosse asinina) perché si riteneva che la migliore terapia consistesse in un  rapido sbalzo da quota 0 a 600 metri di altezza sul mare. Oggi lo stesso santuario di Montallegro, Feste di luglio e messa dell’Alba a parte, sembra dimenticato anche dal turismo religioso, come le stesse parole di don Gianluca Trovato ieri sera hanno fatto intendere.

Marco Pogliani, Maestro della Comunicazione, vulcano di idee a cui unisce la rara capacità di realizzarle e portarle al successo, ieri nella sala consiliare del Comune ha spiegato che Montallegro è una risorsa, un’icona invisibile che occorre far conoscere. Ed ha illustrato il piano di rilancio che scatterà dopo le Feste di Luglio (ne abbiamo riferito ieri sera). Il tutto nel corso della campagna #OrgoglioRapallo; “Una Liguria sopra le righe” finanziata dalla Regione Liguria.

Con molta ironia Pogliani ha ricordato la chiusura tipica dei liguri. Chissà cosa penserebbe di chi, sapendo che una statua lignea di San Sebastiano era stata richiesta per una mostra al Metropolitan di New York, ha taciuto la notizia ai media per affidarla in esclusiva ad un giornale locale.

Marco Pogliani

 

 

 

 

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