Rapallo: Mordini irrita i pazienti rapallesi

Giancarlo Mordini, già imprenditore titolare di un negozio di ferramenta gode di vasta popolarità nel Tigullio orientale. Presidente del Comitato Malati Tigullio, assegna i premi “Esculapio” a medici e personale paramedico; raccoglie fondi per acquistare e regalare attrezzature agli ospedali. Soprattutto gode della platea di Telepace in cui tiene una trasmissione sul tema sanità. Insomma un’autorità. Mordini (e ci scusi l’approssimazione)  ha una sua tesi: l’ospedale di Lavagna pigliatutto e gli altri , “vecchi” o “nati vecchi” come quello di Rapallo, destinati a ruoli secondari. Pur sapendo che un pronto soccorso efficace deve essere sostenuto da adeguati reparti e servizi, la politica di Mordini non piace né a sestri Levante né nel Tigullio occidentale.

Recentemente ha irritato il suo intervento ad una cena organizzata a Santa Margherita; questa sera il suo esordio ad un incontro organizzato a Rapallo, ha visto un folta schiera di persone pronte a difendere il proprio ospedale. Lui ha esordito dicendo che era arrivato nella tana dei leoni, ruolo più onorevole di quello di pecora. I toni, dice chi era presente anche alla cena di ‘Santa’ sono stati più mansueti. Ma, ad esempio, ha irritato il fatto che ai suoi fans cedesse il microfono, mentre quando parlavano i rapallesi glielo teneva lui. Questione di sensibilità. La difesa più dura dell’ospedale di Rapallo l’ha sostenuta il vicesindaco Pier Giorgio Brigati; il sindaco Carlo Bagnasco ha fatto un discorso altrettanto duro ma nello stesso tempo soft; sono intervenuti con altrettanta determinazione il presidente della Croce Bianca Fabio Mustorgi, l’ex sindaco Giorgio Costa; il dottor Salvatore Alongi che ben conosce quanto valga il reparto di oculistica rapallese. Anche l’ex sindaco di Santa Margherita Ligure, il cardiologo Claudio Marsano ha portato il suo contributo.

Ad ogni azione corrisponde una reazione. Ed è probbaile che adesso Rapallo chieda all’assessore regionale  Sonia Viale certezze, non più procastinabili.